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Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: visita, biglietti e orari

Anfiteatro Flavio di Pozzuoli: visita, orari, biglietti

Conosci l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli? Il sito è uno dei luoghi più suggestivi del Parco archeologico dei Campi Flegrei, eppure non è particolarmente conosciuto. In questo articolo ti racconto le mie impressioni sulla visita e ti do qualche informazione utile per visitarlo.

L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli

L’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli rappresenta un’eccezione, a suo modo. Non in ragione della sua struttura, bensì per la sua funzione: sopperire all’inadeguatezza del più antico anfiteatro di Puteoli. Infatti, la città romana era cresciuta e con essa la popolazione: era necessario avere a disposizione un sito più capiente per accogliere gli spettacoli. Ragion per cui, Puteoli possedeva due anfiteatri, come Roma.

L’Anfiteatro Flavio fu eretto sotto l’impero di Vespasiano e inaugurato da Tito. In Italia, è il terzo anfiteatro per capienza – primo è il Colosseo e secondo è l’Anfiteatro Campano di Capua. Si sviluppava su tre livelli, compresi i sotterranei, e poteva ospitare fino a 40.000 spettatori.

Era dotato di sistemi meccanici per l’ingresso scenografico in arena di gladiatori e bestie feroci. Grazie al collegamento diretto tra i sotterranei all’acquedotto di Serino – che culmina nella cisterna di Miseno, oggi più conosciuta come Piscina Mirabilis -, nell’anfiteatro di Pozzuoli venivano perfino riprodotte le battaglie navali. Come? Be’, riempivano l’arena di acqua!

[Confesso che sarebbe stato eccitante vedere una battaglia navale così!]

A quanto pare, nell’anfiteatro furono imprigionati San Gennaro, San Procolo (patrono di Pozzuoli) e San Sossio. Questo accadde durante le persecuzioni di Diocleziano. Secondo la vulgata, San Gennaro fu decapitato a Pozzuoli, dove ora sorge un santuario. Lì si trova la pietra sulla quale fu eseguita l’esecuzione, una pietra macchiata di sangue e…miracolo! Be’, il miracolo dello scioglimento del sangue sulla pietra d’esecuzione, contestuale allo scioglimento del sangue nell’ampolla custodita nel Duomo di Napoli, avviene per chi ci crede.

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Giusto per curiosità, perché San Gennaro, Procolo e Sossio furono imprigionati nell’anfiteatro? Pare che furono condannati a essere sbranati dalle belve feroci, ma le cose andarono diversamente: il racconto dice che gli animali si rifiutarono di assalire i perseguitati cristiani. Ed è per questo che furono poi decapitati altrove.

Ora che hai qualche informazione generica sull’anfiteatro, ti descrivo le mie impressioni sulla visita.

Visita

Quando è iniziata la mia visita all’anfiteatro (non guidata), ho provato entusiasmo. Poi è sopraggiunta la delusione, infine la meraviglia.

Poiché il sito è poco conosciuto a gran parte dei visitatori che arrivano a Napoli e, per quel che ne so, neanche i campani se ne interessano granché, mi aspettavo di trovarci poche persone. In effetti è stato così e, da un certo punto di vista, ciò è stato apprezzato: ho avuto l’impressione di essere quasi sola, quindi del tutto libera.

Entrata in arena, però, l’entusiasmo iniziale è stato sostituito da un certo senso di delusione. Mi faceva una strana impressione vedere gli antichi spalti consumati dal tempo. Anche gli spalti in legno – utilizzati per accogliere gli spettatori degli spettacoli odierni – mi sembravano decadenti. A parte me e pochi altri visitatori, l’arena era popolata solo da gabbiani garrenti.

Mi sembrava di essere in un film di Alfred Hitchcock – Gli uccelli, per l’appunto. Insomma, le cose non si stavano mettendo bene, per quella che era la mia percezione. Però dovevo ancora andare giù, nelle gallerie sotterranee.

Nelle gallerie è un’altra storia. Per l’esattezza, nelle gallerie c’è La Storia! Forse è stato merito dei fasci di luce che guizzano tra le colonne di marmo e gli archi, forse c’è lo zampino della mia immaginazione: lì dove i gladiatori si preparavano allo spettacolo mortale, lì dove si curavano le ferite da sopravvissuti, il mio senso di delusione si è trasformato in meraviglia assoluta.

“Quei due gladiatori, Prisco e Vero, sono davvero valorosi. Adesso tutto il pubblico si è alzato in piedi e sta gridando a gran voce di far terminare lo spettacolo, tanto si è capito che il valore dei due è tale che nessuno dei due può soccombere.”

Marziale, De Spectaculis, 29

È un contesto affascinante, anche se racconta di combattimenti spietati e cruenti. Nonostante ciò, nonostante la mia forte sensibilità al dolore, ho percepito il Dramma e, insieme, lo Spirito Eroico: i gladiatori mi sono sembrati eroi coraggiosi, più che uomini in balia del capriccio degli imperatori e delle folle.

Questa mia percezione delle cose mi spinge ad affermare che visitare l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli è stata une splendida idea. Mi sono divertita tantissimo nel fare fotografie e sono andata via entusiasta più che all’arrivo.

Orari e biglietti

Veniamo alle informazioni pratiche, che sono sempre utili. Ecco lo schema tariffario:

  • biglietto intero € 4;
  • biglietto ridotto € 2;
  • gratis con Campania Artecard (1 ingresso all’anno con il Pass Lite, 2 ingressi con il Pass Gold);
  • prenotazione obbligatoria sul sito Coopculture.

Gli orari cambiano a seconda della stagione, per cui è bene consultare questa tabella prima di programmare la visita.

Come arrivare

Per raggiungere l’Anfiteatro Flavio di Pozzuoli, puoi spostarti in auto percorrendo il tratto tangenziale di Napoli verso Pozzuoli. Dopo aver preso l’uscita Pozzuoli/Via Campana oppure Pozzuoli/Arco Felice basta seguire le indicazioni. L’anfiteatro si trova lungo il Corso Terracciano di Pozzuoli.

Con il sistema di trasporto pubblico ci sono due possibilità per raggiungere il sito:

  • Linea 2 Metropolitana direzione Pozzuoli Solfatara, fermata Pozzuoli Solfatara;
  • Linea Cumana Flegrea da Montesanto, direzione Torregaveta, via Bagnoli, fermata Pozzuoli.

Qualsiasi debba essere l’opzione da te preferita, il sito è ben segnalato e si raggiunge facilmente a piedi dalle fermate metropolitane che ti ho segnalato.

Spero di aver solleticato la tua curiosità! A presto,

Bruna Athena

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