Home » Comunicazione Digitale » Blogging » Piano editoriale: come e perché farne uno d’emergenza

Piano editoriale: come e perché farne uno d’emergenza

piano editoriale

Il piano editoriale B ti aiuta ad affrontare i momenti sfavorevoli per il blog, senza snaturarne la vocazione e tenendo vivo il contatto con l’audience. È una guida senza cui il blog non può avere vita lunga.

Anche se non è la prima volta che affronto l’argomento, torno a ripetere un concetto fondamentale, secondo me: prima di scrivere e pubblicare gli articoli, bisogna avere chiara l’idea dei temi da sviluppare nel tempo.

A dirla tutta, la sopravvivenza del blog stesso dipende non solo dal piano editoriale ufficiale, ma anche dal cosiddetto piano editoriale B. Cos’è? Il piano editoriale per le emergenze.

Lo scopo di questo articolo è proprio quello di convincerti dell’utilità del piano d’emergenza e offrirti una linea guida per svilupparne uno efficace, che non snaturi il blog.

Cos’è il piano editoriale d’emergenza

In sintesi, desidero rispiegare cos’è il piano editoriale, anche se ne ho già scritto a proposito di travel blog.

Il piano editoriale è l’insieme delle tematiche di cui desideri trattare sul tuo blog. Per fare un esempio molto semplice, se il tuo è un lifestyle blog, il tuo piano editoriale potrebbe svilupparsi su diversi argomenti: moda, cucina, arredamento, viaggi, libri, ecc. Sulla base delle macro categorie dei temi, sviluppi i tuoi titoli. Sta a te decidere come le tematiche devono alternarsi, periodicamente, nelle pubblicazioni, cioè definire il calendario di pubblicazione.

Ho spiegato le cose semplificando, perché per adesso mi interessa solo che sia chiara una cosa: se non fai questo lavoro a monte, prima o poi ti areni.

Ho fatto l’esempio del lifestyle blog non a caso. Questo genere di blog, di solito, appartiene a singoli freelance e, per sua natura, abbraccia molti temi. Ragion per cui, è davvero difficile non avere qualcosa di cui scrivere nei periodi sfavorevoli.

Cosa accadrebbe ai blog aziendali o ai blog monotematici, se anche per puro caso ci si dovesse trovare in una situazione anomala, d’emergenza? Semplice: bisognerebbe avviare il piano B.
E se il piano editoriale B non c’è? Semplice altrettanto: non scrivi oppure scrivi cose che minano pesantemente alla tua credibilità. Insomma, le cose non si mettono affatto bene.

Il piano editoriale d’emergenza (o più simpaticamente piano B) è di fatto il piano editoriale modificato, secondo una logica stabilita in precedenza, per pubblicare contenuti sul blog anche nei momenti sfavorevoli.

Perché fare il piano editoriale d’emergenza

Per comprendere meglio l’importanza del piano editoriale d’emergenza, basta pensare a quel che sta accadendo in questo momento in ambito travel, a causa dell’emergenza Covid-19.

La crisi generata dall’impossibilità di effettuare spostamenti, quindi viaggi, ha colpito in diversa misura tutti, a partire dalle compagnie aeree per finire alle case editrici – come Lonely Planet -, passando anche per i travel blogger.
Mi voglio soffermare proprio sui travel blog, perché il discorso sui blog aziendali degli operatori turistici va sviluppato a parte.

Sto per affermare una cosa che di certo darà fastidio a molti, ma tant’è: non avere nulla da scrivere in questo momento è molto grave.

Non mi sto riferendo al caso di chi ha materiale per poter scrivere, ma non pubblica, perché ritiene che non sia il momento opportuno per farlo. Questa è una scelta editoriale, opinabile come tutte, ma una scelta consapevole.

Mi riferisco a chi lamenta esplicitamente la mancanza di argomenti di cui trattare. Se c’è da lamentarsene, allora vuol dire che un piano editoriale non è mai esistito o che non esiste il piano B.

Questo vale in qualsiasi ambito, capiamoci.

In relazione al mondo travel e all’emergenza coronavirus, così ci si spiega come mai alcuni travel blogger siano spariti nel nulla e altri abbiano iniziato a trattare di cose qualsiasi.
(Scusa ciccia, ma se fino ad ora hai solo scritto di viaggi con bambini, non è che sei molto credibile se mi tiri fuori l’allenamento di pilates.)

È chiaro che non si può mai fare di tutta un’erba un fascio. Infatti, esistono persone che hanno un travel blog per passione e svolgono attività lavorative che non hanno nulla a che vedere con le professioni digitali della comunicazione. Sui casi di travel blogger che si occupano di comunicazione non voglio nemmeno perdere il tempo a discutere.

Al contrario, spero che la lettura del prossimo paragrafo possa esserti d’aiuto, se appartieni al gruppo di travel blogger “per passione”.

Vediamo subito come sviluppare il piano editoriale B.

Come fare il piano editoriale B

Il discorso può valere per qualsiasi genere di blog, anche se le emergenze sono di natura diversa da settore a settore. Pensa a dover curare il blog di un brand che fa pellicce, proprio nel momento in cui il dibattito al riguardo si fa più acceso – come accade, periodicamente.

Tornando all’esempio del lifestyle blog, il fatto che i temi siano diversi e molto variegati semplifica un po’ le cose: durante l’emergenza Covid-19, magari, ti concentri su altre sezioni del blog e la mancanza di contenuti relativi ai viaggi dà meno nell’occhio. Se hai un book blog, il lockdown non ti sfiora minimamente: questo è stato proprio il momento ideale per leggere di più! Se ti occupi di fitness e benessere, non è difficile pensare a una serie di contenuti utili per suggerire come continuare a stare in forma, anche restando in casa.

Il caso del travel blog è più complesso, perché? Perché se non si viaggia non si sa di cosa trattare. Questo, però, è vero entro certi limiti. Come dicevo prima, l’assenza di tematiche da sviluppare proviene da due “bug” del sistema:

  1. il piano editoriale non è mai esistito o è troppo rigido;
  2. il piano editoriale d’emergenza non c’è.

Veniamo al caso 1: se il piano editoriale non c’è mai stato oppure se è troppo concentrato sui viaggi fatti, evenienze come il lockdown ti mettano in grande difficoltà. Avresti problemi a scrivere anche se, per qualsiasi malaugurata ragione, ti trovassi impossibilitato a viaggiare.

È il caso di sviluppare diversamente il piano delle pubblicazioni, considerando più articoli da dedicare per una stessa destinazione.

Veniamo al caso 2, che ci interessa di più: come sviluppare un piano B senza snaturare il blog?

Ecco alcune linee guida per un piano editoriale d’emergenza efficace:

  1. non seguire banalmente i trend;
  2. trai ispirazione dai grandi travel blogger che ritieni affidabili e coerenti;
  3. crea un fil rouge tra il tema del viaggio e altri tuoi interessi;
  4. sviluppa delle rubriche;
  5. dedicati alla revisione dei vecchi articoli.

Non seguire banalmente i trend

Ascoltami, se non ti sei mai interessato di fitness o di cibo, evita di farlo solo perché al momento c’è stato il boom sulle ricerche al riguardo. Davvero, non sei credibile. Del resto, se tu avessi avuto la vocazione food, probabilmente adesso non ti troveresti in difficoltà nello scrivere, non credi? Inoltre, seguire i trend del momento non paga: ti troveresti, prima o poi, a vedere un calo significativo delle visite di quei blog post e, in futuro, sarà una faticaccia a riproporli.

Trai ispirazione dei grandi travel blogger che ritieni affidabili e coerenti

Se guardi a quel che fanno i travel blogger molto bravi, non trovi cadute di stile come quella dell’inseguire a tutti i costi un trend. Ispirati agli argomenti che trattano, non limitarti a fare esattamente quello che fanno loro, perché se sono “grandi” sono molto più letti di te, sono sempre i favoriti. Proponi qualcosa di diverso ai tuoi lettori, magari solo affine a quanto proposto dagli altri.

Ad esempio, in queste settimane hanno tutti scritto dei musei più importanti del mondo che hanno sviluppato tour virtuali per i visitatori. Bene, a me non andava di fare esattamente quel che hanno fatto in non so quanti. Ho pensato, dunque, di concentrarmi sulle iniziative dei musei di Napoli e della Campania, luogo in cui vivo.

Crea un fil rouge tra il tema del viaggio e altri tuoi interessi

Sta a te trovare un ponte tra viaggi e altre attività che ti interessano. Dipende, naturalmente, dai tuoi gusti. Ad esempio, il mio blog è nato come contenitore di recensioni, poi nel tempo ho iniziato a dedicare spazio solo ad una certa categoria di libri. Se hai la passione per la lettura, potresti proporre dei titoli adeguati. Allo stesso modo, puoi dedicarti al cinema, al cibo oppure all’artigianato. Sono sicura che il ricordo dei viaggi che hai fatto può aiutarti a trovare correlazioni con altri ambiti.

Sviluppa delle rubriche

Se non riesci a trovar quel fil rouge di cui ti ho appena parlato oppure se ti fa piacere dare spazio a temi che non hai mai avuto modo di trattare, allora potresti pensare a delle rubriche settimanali o mensili. In questo modo crei un’alternativa ai racconti/consigli di viaggio. Ad esempio, potresti aprire una rubrica sulla serie tv del mese preferita oppure una dedicata alle interviste ad altri travel blogger, ai corsi di formazione che segui e via dicendo. In altre parole, le rubriche ti aiutano ad aprire il dialogo con i lettori su altri argomenti, ma non snaturano la vocazione naturale del blog, poiché sono degli appuntamenti saltuari.

Dedicati alla revisione dei vecchi articoli

Ok, confesso: questo non è affatto un consiglio adatto per il piano editoriale d’emergenza. Infatti, la revisione dei vecchi articoli dovrebbe essere fatta, periodicamente, a prescindere dal sopraggiungere di un’emergenza. Ho inserito lo stesso questo consiglio, perché rileggendo e rinfrescando articoli scritti in passato, potrebbe venirti qualche buona idea per articoli nuovi. In ogni caso, staresti facendo qualcosa di buono per il blog, soprattutto se riprendi quei blog post “dormienti”, poco letti. Dedicandoti alla revisione, il blog non è mai veramente fermo.

Come vedi, solo nel caso in cui tu abbia scelto di non scrivere, potresti essere giustificato ad abbandonare il blog in un momento sfavorevole.

Mi auguro di averti rinfrescato le idee! Hai dubbi o domande da farmi?

A presto,

Bruna Athena

4 commenti su “Piano editoriale: come e perché farne uno d’emergenza”

  1. In effetti la domanda: “Cosa scrivo?” in questo periodo, almeno all’inizio, mi ha un po’ preoccupata. Non voglio paragonare questo problema con quelli che stiamo affrontando in generale in questo periodo, per carità, però ognuno nel suo piccolo deve trovare il modo di andare avanti occupandosi delle cose quotidiane. Così ho sviluppato il mio piano B, che in sostanza coincide in una serie di articoli sui viaggi passati, sui viaggi che vorrei fare in futuro, o ancora sulle curiosità legate a un determinato paese in cui sono stata. Non sarà il massimo, ma permette di andare avanti senza snaturare la tematica principale. Come dici tu, trovo poco credibile chi ha sempre scritto di viaggi con bambini e ora parla di lezioni di pilates 😉

    1. Ciao Silvia, che piacere leggerti! Secondo me hai fatto bene a rivedere il piano, appunto. In realtà, a volte basta fare un po’ mente locale e le idee vengono fuori. Purtroppo, per adesso, dobbiamo fare così. A presto!

  2. Anche io come Silvia che ha commentato sopra, il primo mese di covid19 e quarantena mi sono domandata cosa potessi scrivere: da lì a poco avrei avuto una settimana di ferie (già prenotata) e una scaletta piena di cose da vedere. Dopo il primo momento mi sono resa conto che avevo ancora un sacco di post arretrati in attesa di essere raccontati e pubblicati: potevo iniziare da questi. E un po’ alla volte le idee sono arrivate: l’ultimo post è un misto tra cosa vedere e leggende varie, un taglio che mai avrei immaginato di dare.

    Il mio piano B? Parlare un po’ di più della mia terra che spesso ho trascurato negli ultimi anni credendola poco interessante! Tanto, le gite fuori porta sono quelle che potremmo fare per prime o no?

    1. Secondo me hai fatto benissimo, sia ad accostarti alle leggende sia alla tua regione! Personalmente, mi dedico alla Campania già da un po’.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.