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Travel blog, come iniziare: il piano editoriale

travel blog, come iniziare: il piano editoriale

Il piano editoriale è il vademecum, la stella polare del blogger. Senza di esso, il tuo travel blog finisce in alto mare. Vediamo cos’è e come prepararlo.

È il 1° aprile, non ci sono pesci, ma c’è un nuovo articolo a tema blogging. Il focus di oggi è sul piano editoriale. Il piano editoriale è la base su cui costruisci tutta l’impalcatura dei contenuti del tuo blog. È come un canovaccio, una guida che ti aiuta a programmare le pubblicazioni a lungo termine. Attraverso di esso, eviti il rischio di mandare online contenuti ripetitivi e/o poco validi, oppure di restare senza argomenti da trattare. Va “cucito” sulla base di quelli che sono i propositi del tuo blog e ben prima di cimentarsi nella stesura di articoli che hanno un tempo breve di vita. In altre parole, il piano editoriale è la base strategica del tuo travel blog.

Il piano editoriale: cos’è

Il piano editoriale non va confuso con il calendario. Quest’ultimo, come la parola stessa dice, definisce quando i contenuti devono andare online. Per forza di cose, il calendario editoriale dipende strettamente dal piano: maggiore è la quantità di blog post che puoi (strategicamente) pubblicare, più è fitto il calendario; vale anche il viceversa – purtroppo!
Come ti dicevo poco fa, il piano editoriale delinea punto per punto la tua strategia editoriale. Questo vuol dire che bisogna:

  1. determinare qual è il tuo pubblico (target)
  2. decidere cosa proporre al pubblico, sulla base dei suoi interessi – e non strettamente solo dei tuoi

Insomma, se non hai idea di chi siano (o vuoi che siano) i tuoi principali lettori, è meglio non muovere un passo. Perché? Semplice! Il pubblico deve esserti ben noto e altrettanto conosciute devono essere tutte le cose che gli interessano, pena la pubblicazione di articoli poco allettanti, che non danno le informazioni richieste. Insomma, rischi di proporre blog post che non rispondono alle domande giuste. Accadrà che sarai poco seguito, ecco tutto. Fissa, quindi, questo punto:

il tuo piano editoriale deve rispecchiare le richieste dei tuoi lettori, in termini tanto pratici quanto emozionali.

Elementi pratici ed emozionali, ho detto. Considera che al lettore più attento, spesso, non basta avere solo notizie certe sui luoghi che visiterà, ma vuole anche cogliere le tue impressioni sulla destinazione di cui racconti. È sempre l’insieme di più elementi che fa di un articolo un contenuto coinvolgente e persuasivo. Il potere di persuasione è, del resto, una componente fondamentale per iniziare a collaborare con le aziende. Ma di questo di parlerò più in là. 

Ora che ti ho spiegato cos’è il piano editoriale in linee generali, vorrei darti qualche indicazione più specifica per stilarne uno efficace per il tuo blog.

Come stilare un piano editoriale efficace

Adesso sai che il piano editoriale ti aiuta ad andare incontro alle esigenze dei lettori. Già, ma questo cosa significa in termini strettamente pratici? Poiché il tuo è un travel blog, la produzione editoriale consisterà in articoli di varia natura:

  1. i veri e propri racconti di viaggio: puoi raccontare giorno per giorno il tuo viaggio, definire degli itinerari, rendere il lettore partecipe delle tue impressioni sulla destinazione e fornirgli informazioni su quanto c’è da fare e da vedere;
  2. i blog post sull’organizzazione del viaggio: se ti riesce, puoi sempre dedicare un articolo esclusivamente su tutto quel che riguarda la fase organizzativa prima della partenza, a partire dagli spostamenti da/per aeroporto e stazioni per finire all’alloggio;
  3. i contenuti sul mondo dei viaggiatori: magari con carenza periodica, lascia posto ad articoli pertinenti alla dimensione del viaggio, ad esempio consigli sulla preparazione dei bagagli a mano, sui servizi di autonoleggio, gli accessori più utili per chi si sposta e così via.

Grossomodo queste sono le 3 grandi categorie di post che possono trovare spazio nel tuo blog. È chiaro che per poter raccontare bisogna che viaggi e pensi, già strada facendo, a come raccontare la tua esperienza, mantenendo il giusto equilibrio tra componente emozionale e componente informativa. Per quel che riguarda i contenuti di tipo 3, posso dirti che sono davvero utili quando non hai modo di viaggiare, o semplicemente per interagire con la comunità dei viaggiatori, proponendo qualcosa di utile e simpatico per tutti. Nessuno ti vieta di metter insieme un blog post del tipo 1 con un blog post del tipo 2, ma sta di fatto che tenere separati i due generi di articolo rende meglio, secondo me. Questo perché, idealmente:

il lettore del blog post di tipo 1 potrebbe non aver ancora deciso di partire per la meta di cui tratti, forse ti legge solo per curiosità e/o per farsi un’idea generale della destinazione; il lettore del blog post di tipo 2, invece, potrebbe aver già deciso di partire e, con biglietti alla mano, sta cercando ulteriori informazioni di carattere pratico sul luogo che visiterà.

Non si tratta – almeno non per forza – di forme di pubblico differenti, bensì allo stesso genere di pubblico che si rivolge a te durante fasi molto differenti della programmazione di un viaggio: nel primo caso, il lettore pensa alla destinazione; nel secondo, si sta preparando per visitarla. E detto questo, giusto per fare un esempio, se ti rivolgi principalmente a coppie con bambini piccoli, ricorda che i tuoi blog post devono essere fatti su misura sulle loro esigenze. Questa logica vale per tutti i travel blog.

Per oggi termino qui, ma ti anticipo che ho volutamente omesso un processo fondamentale per la definizione di un piano editoriale che davvero porti lettori al tuo blog: la ricerca delle parole chiave. Ma questo è un argomento lungo e complesso, di cui parleremo un’altra volta. Il nostro primo passo è stato comprendere cos’è e come si stila un piano editoriale, seguendo dei principi di base. La prossima volta, e in via del tutto eccezionale, pubblicherò il 2 maggio: non perdere il 4° articolo dedicato al blogging! A presto,

Bruna Athena

Ps: se hai domande, scrivimi!

 

 

 

 

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4 commenti su “Travel blog, come iniziare: il piano editoriale”

  1. Ciao Bruna!
    Post super utile.
    Io organizzo un piano editoriale, ma non sono così precisa con le macro aree/categorie. Le utilizzo più per i social, ma ogni tanto mi perdo anche lì!
    Mi hai dato modo di rifletterci su.
    La gestione del piano editoriale aiuta moltissimo anche evitare perdite di tempo: più si è organizzati, più facile è il lavoro.
    Grazie ancora per gli spunti.

    1. Be’, ammetto che anche io ci ho messo tempo per entrare nell’ottica dell’organizzazione. Però ormai sono anni che programmo in anticipo per diversi mesi, con la sola eccezione delle recensioni dei libri, per le quali sono più “sciolta”. Grazie per avermi letto!

  2. Hai scritto un articolo molto chiaro, anche se a me non è mai piaciuto pensare a un target. So che è assurdo ma vorrei che fossero i lettori a scegliere me e non viceversa. Insomma, la classica targettizzazione (donna, 35 anni, amante dei viaggi, single) mi inquieta un po’. Aiuto :/

    1. Si pensa a un modo di viaggiare, più che a una persona con determinate caratteristiche. Pensare a un target in tal senso non è difficilissimo, poiché vien da sé che il nostro pubblico è proprio composto di persone che intendo il viaggio come lo intendiamo noi.

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