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My Travel Rules: 4 regole per l’Athena’s Travel Club

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Ciao lettore, oggi approfitto dell’iniziativa di Daniela di The Daz Box per condividere con te e gli altri travel blogger le #MyTravelRules. Come sempre, dovrei taggare altri blogger, ma alla fine preferisco che ognuno si senta libero di partecipare. Detto questo, devo però ringraziare Paola di Partyepartenze per avermi coinvolta nell’iniziativa: sono ben contenta di partecipare. Comincio a parlarti delle mie regole di viaggio: le regole dell’Athena’s Travel Club 😉

Low cost sì, ma ostello no

Prima regola dell’Athena’s Travel Club: niente ostello e niente campeggio. Ragazzi, ma cosa ci posso fare: non mi piacciono e non mi piacciono! Non smetterò mai di dirlo: non sono l’amante di Flavio Briatore (puah!), ma a me l’idea di condividere il bagno con altre persone secca terribilmente, la vastità del cavoletto che me ne frega del risparmio con l’ostello è proprio vasta assai! Al momento, non sono mai andata alla ricerca del lusso, ma di semplici e decorose comodità: bagno sia in camera e pulizia. Dell’estetica non mi importa niente, anche se, come già ti ho raccontato, di disavventure di viaggio ne abbiamo avute. Per questo motivo, quando devo prenotare il soggiorno leggo molto attentamente le recensioni lasciate dagli ospiti, concentrandomi sulle cose che a me interessano maggiormente – pulizia, colazione, orari di check-in, posizione.

Mangiare tipico

Regola numero 2 dell’Athena’s Travel Club: si deve mangiare qualcosa di tipico. Proprio perché cerchiamo di mantenere i costi del viaggio piuttosto bassi, di solito cerchiamo soluzioni economiche per mangiare: qualche volta andiamo nei fast food o compriamo qualcosa al supermercato, cuciniamo noi se abbiamo a disposizione l’angolo cottura. Tuttavia, almeno per una volta ci concediamo una cena a base di piatti e bevande tipici. Viaggiare è vivere un luogo nel modo più completo possibile; l’esperienza gastronomica è sicuramente una parte del viaggio, a cui non voglio rinunciare, nonostante tutti i miei impedimenti.

mangiare tipico
Patata con formaggio ed erbe – Hofbräuhaus, Monaco di Baviera

Passioni artigianali

Terza regola dell’Athena’s Travel Club: si acquista un prodotto artigianale. Sono un’amante dei souvenir, lo ammetto. Di solito non vado via senza una calamita per me, mia madre e la mia amica Rosalia. Diciamoci la verità: i souvenir sono delle autentiche cinesate e bisogna avere l’occhio attento per intercettare qualcosa di decente, che non sia kitsch. Così, in barba al budget, mi piace andare alla ricerca di prodotti artigianali: non solo sono più belli, ma sono espressione della reale cultura di un posto e mi fa piacere spendere anche qualcosina in più, a favore di un produttore locale. 

Godere del viaggio

Regola n°4 dell’Athena’s Travel Club: aboliamo la parola “dovere” e facciamoci trasportare. I viaggi sono stancanti, se non sono vacanze trascorse stravaccate sulla sedia a sdraio. Mi piace abbandonare, qualche volta, la logica del “DEVO vedere questo, perché si DEVE vedere”. Prima di partire so cosa fare e a cosa fare visita, cosa per me è davvero irrinunciabile. Per me è anche irrinunciabile la sensazione di sorpresa che provo quando una città si svela ai miei occhi in percorsi sconosciuti e in suoi aspetti inaspettati. Anche questo abbandonare la pianificazione fa parte del godimento del viaggio.

Credo di averti detto tutto e, come vedi, sono piuttosto essenziale nelle mie “pretese”. Per il resto, l’importante è partire! A presto,

Bruna Athena

8 commenti su “My Travel Rules: 4 regole per l’Athena’s Travel Club”

  1. Anche io non sono molto a favore degli ostelli, anche se mai dire mai: ce ne sono comunque di puliti e decorosi ma per me solo soluzioni d’emergenza. I campeggi li ho amati fino a (ehm…) 25 anni. Del resto, ho avuto una brutta esperienza in tenda: mi sono bruciata con il pentolino per cucinare e in quel momento ho maledetto la wilderness. Però sono cresciuta con il camper e mi piacerebbe tornare a viaggiare così!

  2. E’ proprio vero che ognuno ha le sue regole di viaggio, che cambiano ed evolvono nel tempo: ad esempio io ero una da campeggio selvaggio e dormite in macchina, oggi invece preferisco soluzioni piu’ comode come appartamenti, hotel o B&B per soggiorni brevi.

    1. Mai provato l’accampamento e credo che al massimo lo proverei per un paio di giorni,ma non di più. Non cerco il lusso, ma un minimo di comodità, anche perché già il fatto di stare sempre in giro a camminare è molto stancante.

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