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Tour del Liberty a Torino

tour torino liberty

Nell’Italia a zone, continuano i tour turistici da casa: è arrivato il momento di scoprire la Torino Liberty.

Desidero riportarti a Torino, questa volta per scoprire i più bei palazzi in stile Liberty. Se già sei stato in città, non puoi non averne notato la presenza!

Torino Liberty, un tour da divano

Credits: Pixabay

La presenza dello stile Liberty a Torino è abbastanza evidente. Almeno dal mio punto di vista, la città dà il meglio di sé proprio nell’architettura che le conferisce l’eleganza che me la fa amare visceralmente.

Questo tour di Torino Liberty, però, non è il frutto dei miei precedenti viaggi in città. È stata Chiara di ImmaginaTorino a portarmi di nuovo per le sue strade, raccontando la storia di alcuni delle più belle architetture in stile Liberty, appunto. È stato rigorosamente un tour da divano, ma spero tanto di ripetere l’esperienza dal vivo e fare tante fotografie.

Come sempre faccio, non ti racconterò tutto tutto, perché altrimenti ti priverei un po’ del piacere della scoperta. Mi piace suscitare curiosità!

Cenni storici: il Liberty a Torino

Quando e come nasce lo stile Liberty? Dobbiamo risalire agli anni ’70 dell’Ottocento, quando Arthur Liberty apre il suo magazzino a Londra, raccogliendo una varietà molto ampia di oggetti: decorazioni, arredi, tappezzeria e così via.

Lo stile Liberty investe ben presto tutti gli ambiti dell’arte e della moda, caratterizzandosi per le forme antropomorfe, zoomorfe e floreali dalle linee molto morbide. È uno stile che rifiuta di ispirarsi al passato, ma vuole imporsi come orientamento artistico di rinnovamento globale, quindi del tutto nuovo.

Pixabay

Dopo l’Esposizione Internazionale di Parigi dell’anno 1900, dove vengono esposte le linee guida del movimento, a Torino si inaugura la prima esposizione d’arte dedicata al Liberty. È il 1902 e il Parco del Valentino ospita i padiglioni di tanti paesi europei: Belgio, Francia, Germania, Danimarca, Ungheria e molti altri.

Per Torino, che non è già più capitale d’Italia, l’esposizione è l’occasione per riacquisire visibilità e pregio culturale. Attorno alla città, ruotano alcune personalità di spicco del Liberty, tra le quali Pietro Fenoglio, primo fra tutti, e Raimondo D’Aronco.

Come ti dicevo, il Liberty riguarda fin da subito anche la moda. A Torino, le sarte di atelier, chiamate anche caterinette, cuciono gli abiti femminili che alla figura donano la forma a fiore tipica dello stile.

Detto questo, iniziamo la nostra passeggiata.

Borgo San Donato

A nord di Piazza Statuto e a pochi passi da Porta Susa, c’è Borgo San Donato. Nel periodo di maggiore diffusione dello stile Liberty, il quartiere viene chiamato “borgo dei dannati” perché abitato da una classe operaria impegnata in turni di lavoro lunghissimi.

L’esempio più noto di architettura Liberty, ad opera di Fenoglio, è proprio Casa Fenoglio – Lafleur, sito a C.so Francia – l’unico che ho visto dal vivo, ad ora!

Casa Fenoglio, Wikipedia

Il villino è stato pensato da Fenoglio per sé e la sua famiglia, ma da loro non è stato abitato. Esso rispecchia pienamente le caratteristiche dell’architettura Liberty: la mescolanza di ferro battuto e litocemento, la presenza del bovindo – un elemento architettonico che sporge verso l’esterno; decorazioni che si concentrano nella parte alta dell’edificio e nei pressi dei balconcini; vetrate policrome incastonate nel legno; infine, l’ingresso interno del palazzo con porta in legno e vetro.

Una curiosità: Pietro Fenoglio è solito firmare le sue opere realizzando un motivo a sfere con il ferro battuto. Ovunque trovi le tre sfere, sai che lì vi è la mano di Fenoglio.

Cit Turin

Palazzo della Vittoria, Wikipedia

Cit Turin confina con il borgo di San Donato e pure è ricco di esemplari architettonici in stile Liberty di grande valore: Casa Florio, Casa Rigat, Casa Tasca, Palazzina Masino, la Casa del Faro, il Palazzo della Vittoria e Villino Rabi.

Casa Florio è pensata per essere casa da reddito. Realizzata dagli architetti Ricco e Bellini, presenta una facciata decorata con bellissimi intrecci a graffio, via via più articolati dal basso verso l’alto, leggermente in rilievo e in finta pietra. Il portoncino, naturalmente, è in ferro e legno, con motivi a fiori.

Casa Masino sembra quasi poco Liberty, se lo stile non fosse “tradito” dalla presenza di due inusuali figure zoomorfe: le sfingi.

A metà Corso Francia è situato Villino Rabi, un’altra opera di Fenoglio, commissionata dal Cavaliere Michele Rabi, al tempo presidente Conduttore dei Fondi Agricoli. Oggi Villino Rabi è sede dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Torino.

Portale del Palazzo della Vittoria, Wikipedia

Un esempio davvero notevole di Liberty è il Palazzo della Vittoria, conosciuto anche come Casa dei Draghi. Situato sempre lungo Corso Francia, l’edificio non è in stile Liberty puro, poiché tende al neogotico. Infatti, a guardarla attentamente noti il bovindo, ma le vetrate incastonate nel legno non sono policrome né a fiori. Tuttavia, il meraviglioso portale manifesta il tocco Liberty, grazie alla presenza dei draghi che danno nome ufficioso al palazzo.

L’edificio fu commissionato dalla famiglia Carrera in onore della vittoria italiana nella Grande Guerra ed è per questo che è noto come Palazzo della Vittoria.

Curiosità: mi è stato detto che all’interno del palazzo sia stata girata una scena di un film italiano con Marcello Mastroianni. Indovina quale 😛

San Salvario

Pare che San Salvario sia o sia stato un quartiere problematico di Torino. Comunque stiano le cose, qui anche si trovano almeno due esemplari architettonici in stile Liberty: Casa Maffei e Casa Bellia.

Casa Maffei presenta graziosissimi balconi in ferro battuto, non centrate rispetto al portale d’ingresso. In alto, trovi sinuose figure di donna. La sua realizzazione risale al 1884, è un Liberty un po’ acerbo.

In questo quartiere, presso Via Argentero, si trova un’opera a parer mio bellissima di Pietro Fenoglio. Si tratta del Portone del Melograno, in legno e ferro battuto, decorato con alberi e frutti di melograno, incorniciati in una coda di pavone.

Lungo Po e collina

Villa Scott, Wikipedia

Al confine tra il Parco del Valentino e Italia 61, non lontano dal comprensorio della Fiat, c’è Villino Kind. È una sorta di chalet da città, voluto da Adolfo Kind, ingegnere svizzero a Torino per lavoro e abile sciatore. Oltre a commissionare la realizzazione del villino, Kind fonda il primo sci club italiano.

Finalmente giungiamo in una delle case Liberty più famose di Torino: Villa Scott. Il complesso, che comprende anche un bel giardino a quanto pare, attualmente non è visitabile e dei suoi interni non si sa praticamente nulla. Per qualche tempo ha ospitato un gruppo di suore, ma ora è abitato da privati. Si trova tra il borgo medievale del Valentino e il Museo della Montagna – altra opera di Fenoglio. È un edificio un po’ eclettico, per lo più Liberty, ma con elementi barocchi.

Altra curiosità: anche Villino Scott è stato utilizzato da un regista italiano per delle riprese. Sai per quale film? Ti offro un piccolo aiuto: si tratta di un film horror

Il nostro tour termina qui. Probabilmente a Torino c’è tanto altro di Liberty, ma sarebbe stato impossibile per Chiara parlare di tutto, come per me di scriverne.

Spero che questa carrellata di Liberty ti abbia stuzzicato la curiosità, perché con me il tour da divano lo ha fatto! A presto,

Bruna Athena

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