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I peggiori commenti da ricevere ai post di Facebook e Instagram

commenti ai post di facebook

Fretta, superficialità e pedanteria sono gli atteggiamenti che generano i peggiori commenti ai post di Facebook e Instagram.

A cosa servono i commenti ai post di Facebook, Instagram e di qualsiasi altro social network? Servono a condividere opinioni, idee, know how, notizie, consigli.

In realtà, a volte i commenti che ricevi ai tuoi post sono insignificanti, puro sfogo di un ego troppo esteso per starsene a bada per un po’. Sarà capitato anche a te di leggere quelli che considero essere i peggiori commenti ai tuoi post.

Li ho raggruppati in 4 categorie. Vediamoli assieme e facciamoci quattro risate, che è meglio!

Commenti ai post di Facebook (e non solo):  i peggiori

Ho voluto mettere insieme 4 categorie di commenti che, detto tra noi, mi sono proprio indigesti. Si tratta di una escalation, per cui ho iniziato da quelli che, per quanto irritanti, sono i più accettabili. L’ultima categoria è quella che mi fa scendere il cuore nelle calze. Sia chiaro, comunque, che mi fa piacere strapparti un sorriso, ma il mio obiettivo non è tanto quello di fare la predica: voglio che sia chiaro che le conversazioni sui social network possono avere un grande e profondo valore. Ragion per cui, commentare arbitrariamente riduce in maniera efficace le potenzialità positive dei social media.

Cominciamo 😉

I finti umili

All’ultimo posto di questa classifica, voglio mettere i finti umili. La loro frase preferita è “A mio modestissimo parere…”, “È solo la mia opinione.”

Cosa c’è che non va? Credo che, tranne casi molto rari, le opinioni si equivalgano tutte. Ai miei occhi, la tua opinione su qualcosa che mi riguarda ha davvero un peso “modesto”. Non voglio dire che io la disprezzi a prescindere. Intendo dire che al primo posto sta sempre la mia idea sulle cose. È così evidente che la tua non è solo che la tua opinione che tutta questa modestia mi puzza – scusa l’abuso di “che”.

L’espressione “Per quel che può valere (la mia idea in merito)” è decisamente più onesta e apprezzabile.

I puntigliosi alla caccia di refusi

Un posto speciale nel mio cuore è riservato agli amatissimi cacciatori di refusi. I commenti delle persone che non sanno fare altro che notare che ti è sfuggito il refuso sono molto diretti e sintetici.

L’eleganza scarseggia, però. Trovo più consono scrivere in privato e segnalare l’errore, anche perché la correzione è utilissima.

Meno utile, però, è un commento (pubblico) che non contribuisce in alcun modo alla discussione. Del resto, se davvero parliamo di refusi, è molto probabile che l’errore contenuto nel messaggio non impedisca ai lettori di comprenderlo ugualmente.

Il commento minimo “Nella seconda riga del testo non c’è concordanza tra articolo e nome nel numero” è rilevante come può esserlo una forchetta in un piatto di tortellini in brodo.

I superficiali

Esteti, sorpresi e amanti di emoji: ci sarebbe tanto, ma tanto da parlare di questa categoria di persone, che sforna in continuazione “Wow!”, occhi a cuoricino ed emoticon.

Premesso che tutti utilizziamo le emoticon, magari nel corso di una conversazione in cui esse trovano un loro senso, confesso di trovarle un modo davvero sciocco di commentare. Queste modalità vanno alla grande su Instagram, il centro di allenamento per velocisti a livello agonistico: passano, guardano distrattamente la foto, la caption la saltano, tanto non è importante, infilano <3 <3 <3 nei commenti e anche oggi hanno compiuto il loro dovere quotidiano per la crescita del profilo.

Un po’ meno veloci, ma sempre rapidi, sono gli esteti. Loro sanno declinare l’aggettivo “bello” in tutte le sue varianti: bella + foto, bei + particolari, bello + scorcio, bella + composizione e così via. Finito il giro, poi si ricomincia.

Il mio preferito resta, comunque, il soggetto esclamatore. In genere, gli esclamatori riescono in un’attività molto più complessa: prima del bello, ci mettono “Wow”. E se la matematica non è un’opinione, vedi quante combinazioni, quindi quanti commenti, ne vengono fuori così.

A questo punto, mi è sceso il latte all’ombelico. Alle ginocchia non mi è ancora arrivato, perché manca la quarta categoria.

Gli sconclusionati

Non ce la fanno, si mettono d’impegno, ma non ci arrivano: tu scrivi A e loro comprendono B. Tu indichi la luna e loro guardano il dito. Gli sconclusionati non capiscono niente di quello che scrivi – e ci può anche stare, tutto sommato -, ma hanno piacere di manifestarsi ed eventualmente anche insistere su questioni che non centrano mai il punto.

Gli sconclusionati non sono sul pezzo, prendono fischi per fiaschi e vogliono anche avere ragione. Anche quando riesci a smontare logicamente tutte le loro argomentazioni – sì, argomentano pure, ma sempre a modo tutto loro -, hanno in ogni caso la presenza d’animo di offendersi se ti irriti, di insultarti quando li prendi di petto, di NON auto eliminarsi dalla tua rete di contatti.

Con queste persone qui, purtroppo, non c’è molto da fare. Accettiamo stoicamente i loro commenti, sapendo che non c’è in loro malafede, in fondo.

Ecco, il latte è sceso.

I  migliori commenti ai post

Ognuno ha il diritto di esprimere la propria opinione, ovviamente. Del resto, non ha senso condividere un pensiero qualsiasi, pubblicamente, senza attendersi una reazione da chi legge. Bisogna sempre aspettarsi l’accordo e il disaccordo.

Mi preme ribadire l’importanza di un commento espresso per contribuire a una discussione, a una riflessione, per offrire una forma di supporto virtuale. Limitarsi a segnalare un errore di battitura oppure concedere al massimo un cuoricino non arricchiscono nessuno.

Scrivendo un post, non si può avere la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno. Ogni messaggio scritto è da intendersi per quello che è: una storia che vale la pena di essere conosciuta, un pensiero che vuole trovare arricchimento nel confronto con l’altro.

Il problema, che su Instagram raggiunge livelli di gravità elevati, è che fretta, superficialità e pedanteria non aprono le porte alla discussione, ma le chiudono. Cosa ho da rispondere al cacciatore di refusi? Cosa posso mai confidare all’autore dell’ennesimo “Wow” che non ha nemmeno degnato di uno sguardo la caption dell’ultimo post di Instagram?

Per come sono io, la risposta è banale: non ho niente da rispondere o, per meglio dire, nulla che possa permetterci di imboccare la strada del confronto.

Sei d’accordo con me?

Bruna Athena

13 commenti su “I peggiori commenti da ricevere ai post di Facebook e Instagram”

    1. Ciao Sandra! In effetti, ci si aspetterebbe una visita, se si è frequentatori assidui. Prima o poi ci si chiede “Chi è questo commentatore?” A me non dà fastidio, piuttosto mi delude un po’.

  1. Io non rispondo sempre a tutti i commenti…. ho un blog di cucina, se mi scrivono: buonooooo! oppure: slurp! di certo non rispondo…. ma rispondo sempre a chi mi fa una domanda, o a chi si complimenta per la ricetta a parole sue, spontanee sincere, rispondo sicuramente a chi mi fa una critica o una obiezione.
    In merito al “ricambiare la visita” …. lo ammetto, sono colpevole! Non lo faccio mai, o quasi mai, per una semplice questione di mancanza di tempo. Ma quando trovo un blog che mi piace sul serio, mi ci soffermo, leggo e commento, ma NON perchè lo hanno fatto con me. Sono un pò cazzona, lo ammetto, ma se un blog non mi piace non riesco ad essere ipocrita e passare a fare un complimento per qualcosa che non mi piace. Altro quesito: che dire dei commenti da parte di persone che non si firmano, non si loggano e magari proprio per questo si sentono di farti una critica nascondendosi dietro la tastiera? A questi rispondo sempre, invitandoli ad identificarsi…….

    1. Il punto l’hai centrato: che diavolo rispondi a “slurp”? Poi non è detto che il blog di un altro ti piaccia o che ti debba interessare il tema che tratta. Ecco, io non so cucinare, sul tuo blog di mio potresti trovare o lo ” slurp” o “Ok, ci provo; eventualmente, chiamate i pompieri! ”
      Grazie Stefania!

      1. e come rispondereste agli : ahahah o alle emoticon che tanto vanno di moda? 🙂
        Buona serata
        ps : non occorre che mi saluti nuovamente con un: “buona serata a te!” ;P

  2. Io forse sono fortunata: i miei commentatori sono tutti cordiali, educati, e scrivono cose intelligenti. Finora (sono online da 10 mesi) ho risposto con facilità a tutti i commenti senza dovermi arrabattare sul “ora cosa dico a questo?”

    D’accordo anche sul fatto che ai commenti sia giusto rispondere sempre: se una persona dedica del tempo a leggere un mio post, ignorarlo è una vera e propria cafonata. Se qualcuno si comporta così con me, le prime due volte dico “va beh”, ma la terza smetto di frequentare il suo blog. Non credo che sul web ci si possa permettere di fare le star! 😀

  3. Questo post e la discussione a seguire sono davvero interessanti !! Grazie a tutti! Ora ti prego Athenabruna, scrivine un altro incentrato sui blog multiautore. Dove l’amministratore (“io”) deve rispondere ai commenti scritti ai post delle colleghe perché è stufa di dir loro “vi prego, vi hanno commentato, degnate almeno di uno sguardo e di un commento il blog sul quale scrivete” … che fatica !!! 🙂

    1. Ciao Elena! A dire il vero non ho una grande esperienza di blog multi autore; una volta ho scritto un guest post su Pennablu e ho risposto ai commenti. Ovvio, se partecipi ad un blog multi autore funziona allo stesso modo!

  4. Come sai, sono particolarmente d’accordo con te. Detesto tutti, ma parto dai puntigliosi: una volta uno mi ha lasciato un commento pubblico tutto infastidito perché avevo scritto una parola in inglese anziché in italiano. Ma sei crerino? I superficiali, vabbè… Poveri loro. I finiti umili sono penosi e gli sconclusionati sono più di quanto non si immagini. Gente che capisce davvero fischi per fiaschi. Brava Bruna, hai scritto un post che adoro!

    1. Immaginavo che lo avresti apprezzato. Anche io detesto tutti, ma credo che con alcuni davvero non ci sia molto da fare…

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