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Sant’Agata di Puglia, alla scoperta della Daunia

Sant'Agata di Puglia

Sant’Agata di Puglia: cosa vedere nella Loggia di Puglia, nel cuore della Daunia.

Nella provincia di Foggia, ma in prossimità del confine con la regione Campania, c’è un borgo arroccato a una collina: lo definiscono la Loggia di Puglia.
Si tratta di Sant’Agata di Puglia, bandiera arancione del Touring Club. Considerato uno dei più dei borghi d’Italia, Sant’Agata è ancora tutto da scoprire, un piccolo scrigno di tesori non aperto.
Te ne parlo oggi, in questo mio articolo, e grazie a un tour inaspettato a cavallo tra il Natale e il Capodanno.

Sant’Agata di Puglia: cosa vedere e cosa mangiare nella Loggia di Puglia

Sant'Agata di Puglia Daunia

La Puglia è una regione speciale, quella che più di tutte ha diffuso bellezza non solo nella grandi città e lungo (le splendide) coste, ma anche nelle aree interne.

Queste ultime zone sono anche le stesse che troppo spesso restano tagliate fuori dai circuiti turistici e, di conseguenza, dall’attenzione dei viaggiatori.

Sant’Agata di Puglia si sta riappropriando della sua storia, restituendo valore al suo borgo nato tra le alture della Daunia, subregione che dai monti al mare non delude ed è una continua scoperta.

Sant’Agata di Puglia è inserita in questo contesto quasi sconosciuto ai più e, quindi, per il momento non vede un gran via vai di visitatori.
Eppure di cose da vedere ce ne sono e questo antico borgo si inserisce in pieno in un itinerario di viaggio tra i Monti Dauni.

Dedicagli almeno una giornata e farai un salto in dietro nel tempo, tra una saliscendi e un altro.

Il Castello e la cinta muraria

Castello imperiale di Sant'Agata di Puglia

Il punto più alto di Sant’Agata è la Rocca, dunque il Castello. La storia del Castello di Sant’Agata di Puglia è lunga e articolata. Esso domina un borgo che si è man mano esteso, seguendo il profilo orografico della collina. Pare che in Sant’Agata ci siano almeno 2000 ipogei, ossia ambienti usati come abitazione ricavati scavando nelle viscere della roccia.
Il Castello è nato con il nome di Artemisium. Solo con l’arrivo del culto della santa martire catanese ha cambiato nome. Nel frattempo, per Longobardi, Svevi e Angioini, il Castello e tutto il borgo hanno costituito un luogo strategico per tenere sott’occhio quelle ampie e verdi distese tra Puglia, Campania e Basilicata.

Sant'Agata di Puglia: visita al castello
Credits: Nicoletta Curradi.

Il Castello di Sant’Agata di Puglia è tornato quasi del tutto al suo splendore, grazie a interventi mirati che hanno voluto restituirlo ai cittadini e ai visitatori.
Personalmente, ho avuto modo di visitarlo solo a Sole già tramontato e non me ne sono pentita: l’ho trovato un luogo molto suggestivo.

I portali e le botteghe

Sant'Agata di Puglia: Parco Urbano delle Opere in Pietra

Il Parco Urbano delle Opere in Pietra è una delle ricchezze di Sant’Agata di Puglia. Forse mi ha colpito anche più del Castello. La pietra è un elemento che ritorna, per ovvi motivi. Poco fa ti ho parlato degli ipogei, di un borgo che è a tutti gli effetti aggrappato alla collina. Non è di certo un caso isolato, questo, nella nostra bella Italia: Matera è il caso più eclatante di città scavata nella roccia.
Ma la pietra a Sant’Agata di Puglia è diventata qualcosa di più del materiale disponibile per costruire. Fredda, lucida, imponente, la pietra chiara ha permesso agli artigiani di creare portali di grande bellezza, spesso corredati da maschere.

Sant'Agata di Puglia: i portali
Le maschere, in genere, identificavano gli abitanti di una casa, individuavano il mestiere o il simbolo della famiglia.
A due importanti famiglie di Sant’Agata di Puglia appartengono anche il forno e il frantoio che ho visitato. Sia l’uno che l’altro hanno rivestito un ruolo fondamentale per la vita della comunità di Sant’Agata.

Il frantoio della famiglia Nova è stato risistemato allo scopo di mostrare ai visitatori come si lavorasse l’olio nel XV secolo. Ricorda che l’olio d’oliva è a tutti gli effetti il bene più prezioso che questa terra produce – e la Daunia ha il marchio DOP. Ma il grano non è da meno, come forse ben sai. Il forno, che è appartenuto alla famiglia Del Buono, è stato di vitale importanza per gli abitanti della città. Alimentato a paglia, era un vero e proprio esercizio pubblico in cui ogni famiglia poteva cuocere il pane già impastato dalle donne di casa.

Erano i tempi in cui il pane si faceva in casa, si impastava e si cuoceva di notte, doveva bastare per tutti, bastare per giorni.

Sant'agata di Puglia: frantoio famiglia Nova

Le chiese

San Nicola Chiesa Madre di Sant'Agata di Puglia

Benché sia di proporzioni ridotte, Sant’Agata di Puglia possiede ben 13 chiese. Tra le più degne di nota figurano:

  • San Nicola, la Chiesa Madre, al momento non visitabile poiché necessita di alcuni interventi per la fruibilità;
  • Sant’Andrea, probabilmente la più antica del borgo, poiché si trova in prossimità del Castello;
  • San Michele Arcangelo, forse la più frequentata del borgo e un po’ più giovane di Sant’Andrea.

Poiché la nostra visita di Sant’Agata ha avuto luogo tra Natale e Capodanno, in San Michele abbiamo anche potuto assistere a un concerto gospel: è stato un pomeriggio molto piacevole.

All’uscita, abbiamo trovato il paese imbiancato dalla neve: è stato molto suggestivo vederlo così!

Sant’Agata di Puglia, dove mangiare

Veniamo adesso a una delle cose più interessanti del viaggio: dove mangiare a Sant’Agata di Puglia? Durante il nostro soggiorno, durato circa 3 giorni, abbiamo avuto occasione di provare due posti: il Clio Bistrot e La Cantina della Canonica.

Il Clio Bistrot è un ristorante pizzeria, molto adatto sia a famiglie che a comitive, dove si può mangiare tanto un trancio di pizza al volo tanto piatti della tradizione locale.

Dove mangiare a Sant'Agata di Puglia
I cavajoli

La Cantina della Canonica è a suo modo un ibrido tra l’osteria e il pub. Consiglio in ogni caso di provare l’aperitivo della casa e le pietanze tipiche. Tra queste figurano senza ombra di dubbio i cavajoli al pomodoro, che altro non sono che ravioli ripieni di ricotta e zucchero, accompagnati dal sugo. Ti assicuro che sono gustosi, poiché lo zucchero del ripieno attenua l’acidità del pomodoro, così l’insieme è molto meno agrodolce e più armonioso di quanto si possa immaginare.

susimielli d Sant'Agata di Puglia

Per il resto, ho appurato che la cucina della zona è molto più vicina alla gastronomia campana che pugliese. Anche le orecchiette con i broccoli sono preparate in un modo decisamente diverso. Nelle preparazioni da contorno, si abbonda di bietole, fave, peperoncini verdi e lampascioni. Non manca nemmeno la trippa! Capisco che dipenda dai gusti, ma a me la cucina tradizionale semplice, nutriente e rustica piace molto. Infine, ti consiglio di assaggiare i dolcetti tipici: si chiamano susimielli e sono ricoperti di miele e frutta secca. La loro forma ricorda i genitali femminili, quindi stanno a indicare fecondità.

I vini consigliati sono quelli della famiglia Tullio Cataldo: i rossi e i bianchi Kandea. Di questi, ho apprezzato soprattutto un Greco, ovviamente bianco.

Dove dormire a Sant’Agata di Puglia

Sant'Agata di Puglia: Villa Di Miscio

Stando ancora fuori dai percorsi turistici, Sant’Agata di Puglia per il momento ha pochi luoghi in cui poter soggiornare nel caso in cui la si volesse scegliere come base per esplorare la Daunia.

Noi siamo stati ospiti di Villa Di Miscio, un posto che addobbato a festa mi è sembrato carinissimo, anche se globalmente distante dai miei gusti personali. Abbiamo trovato due persone gentilissime e sempre disponibili, grazie alle quali, almeno io, mi sono sentita accolta proprio in casa.

Con questo, chiudo questa panoramica su Sant’Agata di Puglia. E tu sei mai stato in Daunia?

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