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Cosa significa essere travel blogger

travel blogger: chi è e cosa fa

I travel blogger viaggiano in continuazione e, soprattutto, gratis. Questa è l’opinione più comune. Ma come stanno realmente le cose?

Sono sempre in viaggio, pubblicano foto bellissime su Instagram, hanno tantissimi seguaci e la vita con loro è sempre sorridente. Chi sono? I travel blogger! Non sai come e quando lavorino, né come facciano ad avere sempre tanta voglia di fotografarsi, viaggiano gratis e pare non abbiano mai nemmeno un mal di pancia, pur mangiando per terra assieme ai bambini indiani. Sembra un mistero, ma tutto ha una spiegazione. Desidero esserti utile, evito quindi toni polemici o di denuncia del decadimento dei costumi. Preferisco fare qualcosa di molto più “ambizioso”: azzerare tutti i tuoi preconcetti su chi sia un travel blogger e spiegarti cosa fa davvero. Nel precedente articolo su come aprire un travel blog, ho definito alcuni punti fondamentali per iniziare con il piede giusto. In questo momento, desidero darti un’idea di quello che sarà il lavoro che dovrai fare da ora in poi. Ah, non dimenticare: per il prossimo appuntamento è il 1 aprile!

Sono un travel blogger: cosa significa?

Il travel blogger si occupa di viaggi, tuttavia non tutti coloro che scrivono di viaggi possono dirsi travel blogger. Dopo un’attenta riflessione sulla questione, sono arrivata a una conclusione:

travel blogger sono coloro che attraverso il blog diventano un punto di riferimento per la comunità dei viaggiatori online.

Cosa significa “diventare punto di riferimento per la comunità dei viaggiatori online”? Te lo spiego in modo molto maccheronico: significa che le persone che viaggiano si mettono in contatto con te, per carpire informazioni utili per i propri viaggi (in programma e futuri) e chiedono consigli. Questo succede quando porti lettori al tuo blog e questi riconoscono in te una personalità affidabile in fatto di viaggi. Da qui possiamo dedurre la risposta negativa alla domanda “Travel blogger è chi viaggia gratis?”, non ti pare? Di conseguenza, mi sento in dovere di metterti in guardia da chi sostiene che sia così facile cambiare vita e lavoro, per iniziare a “viaggiare sponsorizzato”. Se lavori bene, le occasioni per collaborare con le aziende arrivano e saresti sciocco a lasciartele scappare, ma pensare che a questo si arrivi in un battibaleno è profondamente ingenuo. 

Portare i lettori e i seguaci a credere in te come viaggiatore esperto è forse molto più complesso del far crescere i profili social in generale.

A questo punto dovrebbe esserti balenato un altro interrogativo nella mente: come porto le persone a credere in me? Una persona mi disse una volta “Con il lavoro!”, ma la domanda non era la stessa e la risposta ricevuta era fuori luogo, in realtà un tentativo celato malamente di dirmi che non stavo combinando nulla – la cosa non  corrispondeva affatto al vero. Anche se non si deve mai dare nulla per scontato, do per assunto che tu invece abbia veramente voglia di lavorare al tuo blog con dedizione e serietà. In alternativa, smonta la baracca!

Travel blogger: il significato autentico del suo lavoro

Arriviamo al dunque, anche se il discorso è davvero molto lungo. Per tale ragione, preferisco riassumere tutto in alcuni punti fondamentali, che poi man mano svilupperò e vedremo assieme nei successivi blog post. Dicevamo che il lavoro del travel blogger consiste nell’offrire qualcosa di interessante ai lettori. Nel fare questo, definisce la propria identità e si muove su più fronti:

  • studia la SEO, le tecniche di scrittura sul web, gli strumenti per monitorare i parametri di andamento del sito web, i viaggiatori a cui si rivolge (target) e i trend del momento: lo ripeto ancora, ma è fondamentale “sporcarsi” le mani con la tecnica, altrimenti il rischio di scrivere per “parlarsi” addosso è elevatissimo;
  • pensa ai propri articoli come fonte d’ispirazione per i lettori, da cui essi possano ottenere informazioni sui luoghi da visitare: per essere considerati affidabili, è doveroso fornire informazioni pratiche tanto quanto corredare i propri blog post di opinioni personali e del racconto delle emozioni realmente provate durante il viaggio – diffidate anche da chi sostiene che è tutto il mondo è splendido ed emozionante;
  • coltiva interessi che riguardano ciò che accadde nel mondo e le culture in esso esistenti: sapere poco e niente e dei posti che si visitano è male, trovo quindi che si offra uno spunto in più di riflessione riferendosi ad alcuni aspetti delle culture con cui si viene a contatto nei propri spostamenti; in altre parole: istruisciti!
  • partecipa alla vita della rete, sia curando i profili social sia stringendo relazioni con i lettori e gli altri travel blogger: entrare in contatto con le persone è il modo migliore di vivere i social network, superando le logiche dei link, dello scambio commenti/like, del follow/unfollow e via dicendo; interagire con i tuoi lettori accresce in loro la consapevolezza che sei una persona affidabile, vicina alle loro necessità, mentre partecipare alle discussioni con i tuoi “colleghi” ti aiuta a migliorare nel tuo lavoro.

C’è tanta carne a cuocere qui, non credi? Non ti demoralizzare, perché nel tempo prenderai il ritmo e ti abituirai alle novità del web, ai cambiamenti di algoritmi, alle persone che ti sfruttano e a tanto altro. L’importante è procedere per gradi, non avere fretta, ma avere sempre la voglia di fare bene. A presto!

Bruna Athena

 

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1 commento su “Cosa significa essere travel blogger”

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