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Cinque destinazioni da brivido

Ringrazio i Lemurinviaggio per avermi coinvolta in questa simpatica iniziativa riguardante le Cinque destinazioni da brivido visitate in viaggio, ideata da Sandra di PasSaPorto e Colori.

So bene di non aver fatto viaggi tanto avventurosi né di aver vissuto esperienze davvero spaventose, ma se consideriamo il fatto che sono ansiosa e pure una gran fifona, a ripensarci meglio qualche brivido l’ho provato, eccome! Ti parlo, dunque, di mie percezioni diverse a seconda dei casi: ho provato inquietudine, paura, angoscia…insomma, un range di sensazioni molto vasto e composito! Veniamo a noi 😉

I sotterranei di Napoli

Ti fa strano leggere di un sito della mia città? Be’, Napoli offre esperienze culturali di vario genere e una delle più emozionanti è la visita ai suoi sotterranei. È una di quelle cose che consiglio sempre di fare ai visitatori. Ci ho messo davvero tanto per decidermi a fare il mio tour di Napoli sotterranea: circa 30 anni! Ho sempre pensato con timore all’eventualità di percorrere il famigerato cunicolo stretto con una candela in mano, ma poi ho scoperto che non è affatto obbligatorio attraversarlo e mi sono fatta coraggio.

tunnel borbonico

Tempo dopo ho anche fatto visita alla Galleria Borbonica, tratto sotterraneo aperto al pubblico da alcuni anni. In entrambi i casi l’esperienza è stata molto affascinante: sembra quasi incredibile che sotto la superficie ci sia una sorta di altra città! Ma quel che a me ha fatto venire i brividi è il fatto che questa grande area nascosta abbia dato rifugio alla popolazione in fuga dai bombardamenti. Ho immaginato il terrore che doveva scorrere nelle vene delle persone che, al richiamo prepotente delle sirene anti-aereo, erano costrette ad abbandonare tutto e correre al riparo nelle viscere della terra. In uno di quei rifugi, perse la vita il mio bisnonno materno. Be’, più da brivido di così…

Il Volo dell’Angelo

Per qualcuno è un’esperienza entusiasmante e adrenalinica nella migliore delle accezioni, ma per me no: il Volo dell’Angelo l’ho fatto e non credo di volerlo rifare. In un primo momento certe attività mi sembrano fighissime, fino a quando non mi ci trovo impegnata. Così pure, quando ho deciso di fare il volo da Pietrapertosa a Castelmezzano ero sicurissima di me, poi mi sono trovata con il vuoto sotto ai piedi – anzi, sotto la pancia! – e ho trovato spaventoso questa modalità di spostamento da un paesino all’altro. È un’esperienza che consiglio di fare agli amanti del brivido estremo!

Cappella San Severo

Ora ti racconto del brivido di inquietudine: non è propriamente paura, ma una scossa che ti corre lungo la spina dorsale e ti suggerisce chiaramente che è meglio che ti allontani quanto prima da dove sei. È una sensazione che ho provato quando ho visitato Cappella San Severo, un altro dei siti di Napoli davvero imperdibili. In cappella, la visione del Cristo Velato, del Pescatore e della Pudicizia è stata estasiante, ma non posso affatto dire lo stesso per quel che riguarda le Macchine Anatomiche.

Il Cristo velato – Credits Wikipedia

Sono i famosi scheletri di un uomo e di una donna, la cui storia è fitta di mistero. C’è chi dice che siano stati esseri umani mummificati da vivi, chi sostiene che la loro visione sia di cattivo auspicio per gli studenti di medicina. Com’è e come non è, li ho trovati attraenti e inquietanti. Attraenti, perché rappresentano fedelmente il corpo umano e tutto l’apparato circolatorio; inquietanti, perché non lo so. Non sono riuscita a stare per più di qualche minuto nella cripta, a causa di un irragionevole senso di forte oppressione che, ancora oggi dopo tanti anni, ricordo chiaramente. Mah, proverò a tornarci… 

Is Piscinas, Ogliastra

Arriviamo alla penultima esperienza da brivido, che in questo caso è stata davvero da PAURA. L’episodio in questione è legato a una gita che abbiamo deciso di fare durante il nostro ultimo giorno in Sardegna, di rientro a Cagliari. Saremmo stati in compagnia del cugino del moroso, in vacanza a Bari Sardo. Poiché in quei giorni il mare era molto agitato, l’idea era quella di trascorrere qualche ora a Is Piscinas, le piscine di acqua dolce naturali che si trovano sui monti, nel territorio di Bari Sardo, nei dintorni di Arbatax. Siamo a sud del Golfo di Orosei, nella Sardegna orientale. Ringraziamo il navigatore della nostra Panda a noleggio per averci fatto vivere un’esperienza terrificante. Lo stupido dispositivo aveva deciso di farci raggiungere le piscine attraverso una strada più breve.  

sardegna is piscinas monte ferru
Is Piscinas – Ogliastra

Fin qui, in teoria, doveva essere tutto ok, ma la strada più breve è diventata ben presto sterrata, ripidissima e molto stretta. Ci siamo ritrovati con un dirupo alla nostra sinistra e l’auto che, a causa delle pietre, non riusciva né a salire né a tornare indietro. Un teschio di pecora appeso a un albero si prendeva beffe di noi, che ci sentivamo protagonisti del prologo del classico film splatter americano. A parte noi, il dirupo, le pietre riarse e gli alberi spogli, non c’era un’anima in giro. Niente rete telefonica né wi-fi, ovvio. Scesa dall’auto, con cautela, ho scoperto che un po’ più su c’era una baracca: nemmeno questo mi ha tranquillizzata, a onor del vero. Alla fine e non so come, il moroso è stato capace di fare marcia indietro e così siamo tornati al bivio, da cui poi abbiamo imboccato la strada giusta. Nel frattempo, ci siamo scrollati da dosso un prepotente principio di panico: per qualche minuto, entrambi ci siamo visti del tutto persi! Salutiamo quella che fu la capretta!

Faro di Akrotiri, Santorini

Al faro di Akrotiri a Santorini il brivido provato è stata di tutt’altra natura. Il sito è a picco sul mare, un po’ arduo da raggiungere con mezzi motorizzati. A piedi, per godere al meglio del panorama, bisogna camminare sulle rocce, ma ne vale davvero la pena. Il tratto di costa su cui si affaccia il faro è alto e roccioso, il mare è di quel celeste intenso e abbagliante, che fa delle isole greche un posto da sogno.

Guardando il panorama, il moroso ha detto: “Sembra di essere in attesa che dal mare esca, improvvisamente, la gigantesca mano di Nettuno”. È stato un po’ così ad Akrotiri: sembrava di essere laicamente in attesa della manifestazione degli dei. Non so dire perché i tanti altri bei posti di mare che ho visitato non mi abbiano suggestionata tanto, ma forse è il potere della Grecia: sembra sempre divina. In questo caso, il mio è stato un vero e proprio brivido di ammirazione.

Questo è il racconto dei cinque posti da brivido che ho visitato! Come di consueto, non taggo nessuno, per cui sentiti libero di partecipare se lo vuoi, ma non dimenticare di segnalarmi il tuo post: sono curiosa di sapere! A presto.

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12 commenti su “Cinque destinazioni da brivido”

  1. Grazie Bruna per aver partecipato. Oltre a Napoli Sotterranea, che come sai, è tra le cose che più ci ispira visitare a Napoli, aggiungiamo subito alla wish list la Cappella di San Severo. Ci hai incuriosito tantissimo con questo post, grazie ancora per aver condiviso le tue esperienze da brivido.

  2. Il volo dell’angelo non è il brivido che fa per me: penso che potrei tranquillamente farmi venire un infarto senza la terra sotto i piedi 😉 Un tipo di brivido che invece è più nelle mie corde è forse quello della Cappella di San Severo: ne sarei attratta ma poi mi farei suggestionare.
    Buon weekend

  3. Il volo dell’angelo io non lo faro’ mai e poi mai. La sensazione del vuoto totale non e’ per me. Gli altri quasi quasi li proverei, pero’ cercherei un navigatore che mi eviti il precipizio! 🙂

  4. Bè per essere un ansiosa direi che sei stata decisamente brava a fare il volo dell’angelo e direi che anche l’avventura con il teschio di pecora non è male (mi hai fatto troppo ridere dicendo che sembrava l’inizio di un film splatter americano!)…Complimenti, per me sei super coraggiosa 😉

  5. Mi sono divertita a leggere i tuoi 5 posti da brivido, di cui ne condivido 2 in modo particolare: la Napoli sotterranea e le Macchine Anatominche. Entrambi i luuoghi li ho visitati durante il mio ultimo soggiorno a Napoli e devo dire che, mentre il corridoio stretto a lume di candela della Napoli sotterraneo alla fine sono riuscita ad affrontarlo senza grossi problemi, le macchine anatomiche mi hanno lasciato un po’ più turbata. Direi turbata ed affascinata allo stesso tempo!

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