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Lettera ad Agatha Christie by Silvia Demick

lettera alla scrittrice agatha christie di silvia demick

Dearest Agatha,

Queste sarebbero state le mie prime parole in inchiostro nero su un foglio di carta color avorio. Io sarei forse stata su un’isola al largo della costa inglese, a un paio di ore di traghetto dalla terraferma, e tu avresti letto la mia lettera all’ombra di un baldacchino di lino nel giardino di un hotel di Istanbul. Perché se io fossi nata almeno cento anni prima e avessi avuto la fortuna di incontrarti, avrei voluto essere tua amica. E scriverti delle lettere per parlarti dei miei viaggi e dei piatti che avevo assaggiato in giro per il mondo, dei mercati dove avevo fatto la spesa e dei ristoranti dove avevo cenato. Tu avresti letto con un sorriso appena accennato, e mi avresti risposto raccontandomi di un bizzarro colonnello che avevi incontrato in India e che sarebbe stato perfetto come personaggio del tuo prossimo romanzo.

Come al solito la mia fantasia sta correndo troppo: non leggerai mai una mia lettera né potrai mandarmene una in risposta. Ma per un attimo facciamo finta che io e te, Agatha, siamo davvero amiche, e che io possa indirizzarti qualche riga.

Per prima cosa vorrei dirti grazie. Perché in fondo è anche un po’ merito tuo se mi piace viaggiare. Facevo prima o seconda media quando mi capitò per la prima volta tra le mani un’edizione vecchissima di Assassinio sull’Orient Express. Avevo più o meno l’età che avevi tu quando crescevi nella tua casa in Devon con poche amiche e con le teorie esoteriche di tua madre. Feci la conoscenza di uno dei tuoi personaggi più curiosi e più famosi, il buffo Hercule Poirot. Pagina dopo pagina, oltre a chiedermi chi avesse ucciso Ratchett, mi domandavo come fosse viaggiare su quel treno partito da Istanbul e che correva attraverso la Turchia, la Jugoslavia e l’Italia.

Vorrei anche che tu sapessi quanto ammiro il tuo coraggio. La trama di The ABC Murders è qualcosa di completamente nuovo che stravolge i canoni del romanzo giallo a cui si era abituati. False piste, indizi fuorvianti, personaggi ambigui che portano a un’idea innovativa: una serie di omicidi che ha come scopo quello di mascherare non solo l’identità dell’assassino… ma anche quella della vittima designata. Ma d’altra parte tu sei stata una ragazza all’avanguardia: in un’epoca in cui ci si sposava per interesse o per necessità, tu sei stata fidanzata ben quattro volte prima di accettare la proposta di matrimonio di Archibald Christie.

And Then There We Are None
Credits: Amazon.it

E che dire della tua genialità? Un talento che si esprime al meglio in And Then There Were None. Un capolavoro del genere whodunit, una variazione dell’enigma più classico in cui la camera chiusa è un’isola da cui è impossibile scappare. Dieci persone all’apparenza senza colpa e senza legami tra di loro si trovano isolati in una villa dove sono stati invitati da un misterioso sconosciuto. Ignoti sembrano anche i motivi che portano all’uccisione degli ospiti uno dopo l’altro, come i dieci piccoli indiani della filastrocca esposta nelle stanze della casa. Come sei riuscita a trasmettere la diffidenza dei protagonisti nei confronti degli altri?
Forse hai messo nero su bianco quello che stava succedendo a te, quando il sospetto ti ha portato a scoprire i segreti del tuo Archibald. La tua vita è diventata un giallo per qualche giorno, quando sei sparita senza lasciare altre tracce se non la tua macchina vicino a una scogliera, qualche vestito e la patente. E una prenotazione in un albergo a nome dell’amante di tuo marito. Chissà se hai desiderato per la mistress del caro Archie la stessa sorte che il Generale Macarthur ha riservato all’amante di sua moglie?

Infine, vorrei dirti che ammiro la tua preparazione che non ha mai lasciato nulla al caso. Nei tuoi romanzi tutto è organizzato con precisione, tutte le morti hanno una spiegazione e tutti i casi hanno un colpevole che viene smascherato senza l’utilizzo di tecniche da CSI, ma solo con l’osservazione dei fatti e con la deduzione. Perché oltre a essere un’affermata scrittrice, ti sei impegnata per aiutare il tuo paese durante la seconda guerra mondiale, lavorando nella farmacia dell’ospedale universitario di Londra. Qui hai imparato quello che c’è da sapere sui veleni più comuni, sul loro uso e sui loro effetti. Così, in The Pale Horse il protagonista arriva al colpevole grazie a un indizio importante: dietro la causa delle morti misteriose è l’avvelenamento da tallio. Ma non voglio svelare niente a chi decidesse di leggere questo libro, se non che gli indizi sono tutti presenti fin dalle prime pagine. Tu sei stata bravissima a confondermi – e a spaventarmi con le storie delle tre vecchie streghe del villaggio.

Un’ultima cosa, Agatha, sulla quale invece non mi trovo d’accordo con te. Pare che tu abbia detto che il caffè in Inghilterra abbia il sapore di un esperimento di chimica. Coffee in England always tastes like a chemistry experiment: non so se tu lo abbia detto davvero, ma i tempi sono cambiati parecchio da allora. Mi piacerebbe provare a farti cambiare idea, portandoti in una caffetteria dalle parti di Borough Market, dove potremmo passare insieme qualche ora a parlare di viaggi e di libri.

Con affetto,

Silvia.

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56 commenti su “Lettera ad Agatha Christie by Silvia Demick”

    1. Grazie Francesca. Anche per me lei è veramente geniale: se ci pensi la maggior parte delle trame dei gialli di oggi sono in qualche modo ispirate alle sue trame – o forse sono io che sono fissata e mi sembra che le cose stiano così 😉

  1. Questa lettera è bellissima, davvero. Io non ho ancora letto nulla della Christie e forse questa è la prima volta che qualcuno mi convince seriamente a farlo. Complimenti a Silvia e a te Bruna per la bellissima idea!

    1. Grazie, Martina, le tue parole mi fanno molto piacere perché adoro la Christie e sono felice di averti convinta a leggere un suo libro. Questi tre sono ottimi punti di partenza, ma anche Poirot a Styles Court non è male per iniziare.

  2. Io credo di dialogare con Agatha Christie da quando sono piccola. La adoro, amo ogni parola che ha scritto e trovo “10 piccoli indiani” (per dirla col titolo tradotto) uno degli scritti migliori mai generati da mente umana. Lei è un obiettivo inarrivabile. Una di quelle persone a cui tendere per scrivere sempre meglio.

    1. Ciao Giovy! Confermi quello che ho sempre sostenuto e mai smetterò di sostenere: leggere aiuta a scrivere; non esiste genere letterario di serie B. Anche io ho conosciuto Agatha da piccola: i suoi libri sono sempre stati sui nostri scaffali, per cui la mia curiosità ha avuto subito la meglio!

    2. Io ho un “legame” particolare con 10 piccoli indiani perché è stato il primo libro che ho letto in inglese durante la mia prima vacanza da sola a Londra: parliamo del paleolitico, ma i ricordi sono ancora vivi. All’epoca per me leggere un libro in inglese ambientato in Inghilterra mentre io ero Inghilterra era il massimo 🙂 Poi quel libro è stato secondo me quello più geniale in assoluto: semplice e geniale allo stesso tempo.

  3. Nonostante legga libri e libri, ed abbia una grandissima libreria, non ho nulla della Christie e non l ho mai approfondita: questa lettera mi ha incuriosita da morire, devo comprare qualcosa di suo 🙂

  4. Ma che bella la tua lettera! Ricordo che da ragazzina mi piacevano moltissimo i gialli di Agatha Christie, me li portavo in spiaggia!

    1. È un po’ quel che mi ripromettevo di realizzare con l’iniziativa delle lettere. Silvia è riuscita molto bene nel suo intendo di trasmettere l’amore per Agatha, risultando per nulla scontata.

  5. Io ho letto Assassinio sull’Orient Express e Dieci Piccoli Indiani nei primi due anni di scuole superiori e li ho amati. Ho visto il recente film al cinema e quello più datato ma bellissimo di Dieci Piccoli Indiani. Hai qualche altro libro della stessa scrittrice da consigliarmi? Non ho mai letto di Miss Marple, solo di Poirot.

  6. Una lettera meravigliosa e scritta con tanto amore! 🙂 io ho letto qualche libro di Agatha Christie e ne ho da poco comprati altri due che a breve inizierò a leggere! 🙂 baciiii

  7. Ho la raccolta di tutti i suoi libri editi dalla Mondadori (quelli con la copertina gialla per intenderci). Li ho conservati per tanto tempo e mi hanno accompagnato durante i miei (tanti) traslochi a partire dalla casa di famiglia fino allo scorso anno (ultimo trasloco). Avevo pensato di venderli ( li ho messi su subito.it) ma nessuno li ha voluti. Chissà! Ora, grazie a te e a questo meraviglioso scritto, non credo che li darò più via. Adoro Agatha e i suoi romanzi, lei lo sa e non ha voluto che me ne sbarazzassi.

  8. Io ho iniziato a leggere la Christe da pochi anni, ma ho già divorato metà bibliografia, la adoro! Bellissima anche la sua autobiografia “Viaggiare è il mio peccato”, era davvero una donna tosta!

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