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Napoli, visita al Maschio Angioino: la linea del tempo

maschio angioino visita area archeologica

Visita all’area archeologica del Maschio Angioino: scopriamo la storia del castello, a partire dall’epoca romana.

Oggi ho voglia di portarti con me in uno dei luoghi più interessanti di Napoli: il Castel Nuovo. Il castello, più conosciuto come Maschio Angioino, è uno dei simboli della città e, lasciamelo dire senza che dia l’impressione di peccare di campanilismo, è forse uno dei castelli più belli d’Italia. E ti assicuro che ne ho visti tanti, dal Castel del Monte in Puglia al Castello Maniace di Siracusa. Be’, bando alla ciance e armiamoci di caschetto!

Il Maschio Angioino oggi

Come ti dicevo, il Maschio Angioino rappresenta simbolicamente la mia città. S’innalza massiccio nell’immensa Piazza del Municipio, dando le spalle al meraviglioso Golfo di Napoli e al Vesuvio, salutando, a ovest, la collina dominata da Castel Sant’Elmo e dalla Certosa di San Martino.

maschio angioino visita

A chi giunge in città, consiglio quasi sempre di visitare il Palazzo Reale, ma consiglio anche di fare un pensierino sul Maschio Angioino: è veramente una fortezza molto articolata. Al suo interno si trovano la Cappella Palatina, il museo civico, l’Armeria e la bellissima Sala dei Baroni. Location prediletta per chi desidera sposarsi civilmente, il castello ospita anche mostre temporanee. In questi giorni, infatti, qui si tiene Totò Genio, la mostra dedicata ad Antonio De Curtis.

maschio angioino interno

Da quando i lavori della linea metropolitana hanno portato alla luce i resti nascosti di epoca antica, il castello fortezza voluto da Carlo I d’Angiò è protagonista di interessanti visite guidate. Del Maschio Angioino non colpisce solo tutto quel che è chiaramente visibile ai visitatori, una volta varcato il maestoso Arco di Trionfo, ma soprattutto tutto quel che sta sotto: i sotterranei, i resti dell’originaria struttura francese, a sua volta eretta sopra una sfarzosa villa romana.

La linea del tempo: l’area archeologica del Maschio Angioino

Nel sabato che ha preceduto la Pasqua 2017, ho colto l’occasione per visitare l’area archeologica del Maschio Angioino, con la visita guidata di Timeline Napoli. Il percorso in questione si chiama “La linea del tempo”, proprio perché ti porta a visitare cosa c’è al di sotto della fortezza attuale.

maschio angioino scavi archeologici

Come la nostra guida ci ha spiegato, il luogo in cui ora si trova il Maschio Angioino fu scelto dai Romani come punto strategico per assediare Neapolis. In epoca romana, la Campania divenne ben presto meta privilegiata dei patrizi per trascorrervi le vacanze e gli anni della “pensione”. Nell’area compresa tra il Castel dell’Ovo e il Castel Nuovo, s’estendeva la lussuosa villa di Lucullo. Abbiamo di fatto camminato al di sopra di quelli che furono i giardini e l’orto botanico della residenza luculliana – immagino che fosse incantevole. 

maschio angioino sotterranei

Secoli e secoli dopo, Carlo I d’Angiò volle costruire la fortezza che, a suo tempo, aveva ben 11 torri. Il Maschio Angioino che vediamo oggi è il risultato di tante modifiche apportate al castello francese: dopo gli Angioini vennero gli Aragonesi, dopo ancora i Borbone: pensa a quanti rimaneggiamenti!

maschio angioino torre panorama

Purtroppo sono riuscita a fare solo una foto degli scavi, prima che mi venisse detto che era proibito farne. Tuttavia, ho potuto deliziarmi con il panorama che si gode sulla terrazza, alla destra di Torre San Giorgio. Dall’alto si scorgono la Certosa di San Martino, le mille cupole di Napoli, il tetto verde della basilica di Santa Chiara, ma soprattutto si può dare uno sguardo al cantiere dove sono state rinvenute le navi, la cui scoperta ha fatto molto rumore.  Ora le navi si trovano a Secondigliano, in un luogo climatizzato dove non vengono corrose dall’ossigeno e poi verranno esposte, a lavori ultimati.

Lo dico ogni volta che concludo un blog post su Napoli: la mia città mi stupisce sempre. Sono felice di constatare che tante associazioni e gruppi tentano, nel loro piccolo, di dare valore al nostro patrimonio storico e artistico. Non è un’impresa semplice, perché a Napoli c’è tanto da fare e vedere, forse anche troppo. Da qualcosa bisogna pure cominciare, piano piano; vedo che le persone rispondono bene a queste iniziative e non parlo solo dei visitatori, ma dei napoletani stessi: questo è un fatto importante!

Penso che tornerò al Maschio Angioino, magari per un percorso più avventuroso. A presto!

 

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2 commenti su “Napoli, visita al Maschio Angioino: la linea del tempo”

  1. Ciao Bruna avevo sentito di questa iniziativa a ridosso di Pasqua! Addirittura il caschetto? ^_^
    Purtroppo il Maschio Angioino mi manca e devo assolutamente rimediare. Hai visto che c’è stato il pienone nella nostra regione per queste feste? 😉
    Intanto ti faccio gli auguri di buona Pasqua fatta!

    1. Sì, ma il caschetto te lo fanno mettere per sicurezza solo quando si scende giù, poi non serve; questo percorso non è molto “avventuroso”. E mi sono accorta che c’è stata un sacco di gente qui e mi fa molto piacere! Buona Pasqua fatta anche a te :*

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