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Zama, Antonio Di Benedetto

antonio di bendetto

Antonio Di Benedetto, scrittore argentino, racconta in Zama (Sur) la storia di una attesa senza fine e di continuo fallimento, priva di toni drammatici e sentimentalismo.

Chi è Diego de Zama? Un uomo che ha servito la Corona spagnola nel Nuovo Continente, conoscitore attento della legge, che ha messo il proprio sapere e le proprie abilità al servizio del re. Zama è una storia che ho trovato terribilmente drammatica, soprattutto perché tocca un “tema” a cui sono particolarmente sensibile.

Cercare di realizzare qualcosa per sé stessi, impiegare energie per costruire regge di illusion e trovarsi circondati di persone poco oneste e non sincere: sono previsioni che possono provocarmi tanta tensione. Più di ogni altra cosa, temo quella forza che riesce a smontare ogni progetto, nonostante ogni sforzo, presa di coraggio. Mi impaurisce ogni cosa che non possa essere condotta direttamente da me.

Da un certo momento, la vita di Diego de Zama è segnata dall’agire di forze e persone, che gli impedisce di realizzare il suo progetto: trasferirsi in una grande città delle colonie, con tutti gli onori del lavoro svolto per la Corona e ricongiungersi definitivamente con la propria famiglia.

recensione di zama antonio di benedetto
Edizioni Sur

Zama, tra fallimenti e attese perenni

Varie vicissitudini impediscono a Zama di riabbracciare la propria famiglia. Destinato a uno stile di vita decisamente modesto, talvolta da miserabile, don Diego trascorre il proprio tempo in una eterna attesa. Non possiede nulla, se non la speranza che prima o poi arrivi il suo “Godot”.

Zama è il racconto di un’attesa destinata a non finire, nemmeno quando sembra che esistano concrete possibilità che il sogno si realizzi. La costante è il fallimento di ogni tentativo e allo stesso modo solo una parola ritorna con periodicità. Un nome: Marta.

Marta, la moglie lontana e fedele; Marta, la donna sempre voluta vicino e mai cancellata, nemmeno dai brevi incontri di Diego con altre donne. Anche le relazioni clandestine di Zama son quasi del tutto inconcludenti. Il desiderio carnale viene raramente soddisfatto, con impeto e velocità. Non resta nulla dei rapporti al limite del platonico con queste donne attratte da Diego, forse affascinate dal quel passato di gloria che tanto stride con la sua condizione attuale. Nulla di fatto: non c’è consolazione reale nemmeno negli incontri clandestini. Felicità e stabilità restano per don Diego immagini percepite da occhi miopi, indistinguibili e sfocate. Lo sfiorano, non si lasciano afferrare: è quel che si dice fato, caso, imprevedibilità, sventura.

Zama e lo stile di Antonio Di Benedetto: al di là dei sentimentalismi

Don Diego de Zama non mi è stato simpatico. Egoista e a volte gradasso, Zama ha un che di così crudo e a tratti brutale che non sono riuscita a provare una qualche forma di coinvolgimento emotivo nei suoi riguardi. Bisogna che però dica le cose come stanno: credo che questa mancanza di sentimento non sia tutta responsabilità delle mie idiosincrasie.

Credo che il più lo faccia lo stile di Antonio di Benedetto: asciutto e diretto, privo di fronzoli, non ha rivestito la narrazione del velo di drammaticità e di pietismo che potevano ben adattarsi alla storia raccontata. In altre parole, è tutto al di sopra della linea del sentimentalismo.

Nonostante “Marta” compaia nuovamente nelle ultimissime pagine del libro, il sentimento resta del tutto fuori dai giochi. Il lettore resta coinvolto nelle vicende di don Diego de Zama più per curiosità, perché portato a riflettere sulla condizione universale dell’essere umano, ma non per pietà.

Zama è un libro che mi piaciuto molto. Credo che nell’ambito delle mie esperienze di lettrice rappresenti, al momento, un caso isolato di coinvolgimento/ non coinvolgimento in una storia. Mi aprirà, molto probabilmente, la porta a un genere di letteratura sudamericana molto diversa a quella di cui sono sempre stata una fedele lettrice, ossia quella sensuale e travolgente del realismo magico.

Alle prossime letture,

Bruna Athena

Immagine di copertina da succedeoggi.it

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