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Come un SEO copywriter scrive un articolo SEO

Seo Copywriter per articoli SEO

C’è una cosa che il SEO copywriter di sicuro fa: scrive i famigerati articoli in “ottica SEO”. L’espressione indica un’esigenza: fare in modo che le pagine web vengano “premiate” da Google con tanta buona visibilità. Qualcuno crede che scrivere un articolo SEO sia scrivere cose senza né capo né coda. Dico, invece, che questo lavoro consista nel fornire risposte. E detta così, sembra un cosa molto semplice e pure affascinante. Ok, quasi tutto vero. Ma come si fa?

Come si scrive un articolo SEO

Per gli appassionati di scrittura persuasiva e, in particolare, di blogging, essere SEO copywriter è una gran bella cosa. Ho imparato, però, che fornire alle persone risposte precise ed espresse in modo chiaro è meno semplice di quanto si possa immaginare. Non siamo l’oracolo di Delfi, io non sono la Sibilla di Cuma. Lungi dal diffondere nel web risposte criptiche e oscure, ci impegniamo per fare esattamente la cosa opposta: lavoriamo per mettere a disposizione risposte comprensibili e afferrabili rapidamente.

Si tratta di un lavoro articolato, che si sviluppa su più fasi:

  • studiamo l’argomento;
  • cerchiamo le keyword;
  • prendiamo nota delle domande degli utenti;
  • finalmente scriviamo.

Nel frattempo, sono trascorse ore (quante dipende dai casi), durante le quali con il cavolo che abbiamo alzato le terga dalla sedia. Ragion per cui, non diteci mai “Tanto che ci metti, a scrivere”, altrimenti ci arrabbiamo – e vi auguriamo che vi caschi giù il server 😀

Scrivere un articolo SEO in pratica

Volendo potrei anche smetterla qui, di scrivere. Perché sui modi e i tool per cercare le parole chiave s’è scritto non tanto, ma di più. Inoltre, ho approfondito anche la questione delle domande degli utenti. A questo punto, ti invio a osservare quel che mostra lo screenshot qui sotto. Puoi osservare dove si è posizionato un mio blog post nella sezione Le persone hanno chiesto anche, per le query “chiostro di santa chiara” e “monastero di santa chiara”.

Proprio in virtù di questi posizionamenti, direttamente connessi alle domande esplicite degli utenti di Google, affermo in maniera altrettanto diretta che sfruttare i quesiti di Le persone hanno chiesto anche semplifica molto le cose: i paragrafi di vario grado si ordinano e quasi si scrivono da soli. Il blog post è fatto e possiamo mandarlo online. Oh, è chiaro: non abbiamo la bacchetta magica e la garanzia che tutti i nostri articoli finiscano in prima pagina. Però possiamo essere fiduciosi nel fatto che, magari in un secondo momento, gli Analytics sapranno dirci come ottimizzare un pezzo che non “vola”.

Come si scrive un articolo SEO? Seguendo le regole di base e con un po’ di sale in zucca. No, non vuol dire scrivere male. Essù, non fatemi sorridere! Ancora con questa storia che la scrittura in ottica SEO è sgrammaticata, scorretta, poco umana?

Nonostante tutti i capricci di Google, i mezzi per scrivere bene (correttamente, nella forma) e farci capire, nonché posizionarci esistono. E uno di questi è importante assai: è la nostra testa. Be’, più nello specifico, è la nostra capacità di ragionare, ponendoci domande e dandoci delle risposte.

Con keyword a portata di mano, basta semplicemente chiedersi, ad esempio: cosa serve sapere a una persona che vuole preparare una pizza in casa? Le risposte sono ovvie: gli ingredienti, le proporzioni, lievitazione e tecnica di impasto, modalità di cottura. Bene, guarda cosa chiedono le persone per “come fare la pizza in casa”:

Osservando attentamente le domande, si vede quali sono i concetti chiave attorno ai quali si sviluppa il testo:

“La farina più adatta per la pizza fatta in casa è la farina di grano tenero, ossia la farina 0 oppure la Manitoba. I tempi di lievitazione vanno da un minimo di 4 ore fino a 24, ma il tempo ideale si aggira attorno alle 12 ore. Se puoi, impasta alle 8 del mattino per infornare alle 20! Se l’impasto lievita bene, con 500gr di farina puoi preparare 2 teglie da 40×30 centimetri oppure 2 teglie tonde dal diametro di 20 centimetri circa.”

Questo è un esercizietto fatto al volo per dimostrare che si può scrivere correttamente, senza sembrare robot, e intercettando le questioni che alle persone interessano di più. Ed è per questo che ho parlato di sale in zucca: esistono le regole di base ed è giusto tenerle in considerazione, ma per il resto a scrittura di un buon articolo per la SEO dipende da come siamo in grado di organizzare i concetti chiave, esprimendoli per renderli usabili.

Lo so, forse “usabile” è una parola che non ti piace. Sforziamoci di darle un senso positivo. Pensa a quante volte hai aperto un articolo, alla ricerca di un’informazione, e non sei riuscito a trovarla: tra banner pubblicitari, cookie policy, introduzioni infinite in stile Aranzulla, cani di varie razze menate per l’aia, vari orrori ortografici, ti sei spazientito e sei andato a cercare altrove. Bene, l’usabilità è una qualità dei testi che si fanno leggere, accompagnandoti dove desideri. Mica male, eh!

Concludo questo blog post, con un’annotazione a margine, che per me è importante. Sempre che non abbiate già coltivato una rete di contatti e lettori molto attiva, NESSUNO può pensare di pubblicare siti web, blog e e-commerce senza strizzare l’occhio a Google. In altre parole, nessuno di noi pensa di dover lavorare su testi che non necessitano di ottenere un buon posizionamento. Ed ecco perché il dizionario della lingua italiana non s’è offeso, quando gli strumenti per la ricerca delle parole chiave sono diventati i miei migliori amici.

A presto!

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