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SEO copywriter: cos’è, cosa fa, corso certificato

Seo copywriter: cos'è, cosa fa, corso

Oggi vorrei dedicare qualche riga alla figura del SEO copywriter. Ammetto che l’idea di scrivere questo articolo m’è venuta in mente a partire da un post sponsorizzato in cui sono incappata. L’adv in questione riguardava un corso di SEO copywriter certificato e riconosciuto dal Miur. A me, però, piace fare le cose con ordine, per cui direi prima di fare un ripasso su cos’è e cosa fa il SEO copywriter. Solo dopo, affrontiamo la questione del corso (certificato, riconosciuto, battezzato, confessato e comunicato).

SEO copywriter: cos’è?

Il/la SEO copywriter è un/una professionista della scrittura digitale. La sua specialità è la redazione di quelle tipologie di testo che richiedono un’attenzione particolare per le esigenze degli utenti all’interno del motore di ricerca. In fin dei conti, l’insieme dei SEO copywriter è come una sorta di sottogruppo dei web copywriter. Succede che professionisti e professioniste capaci di scrivere “in ottica SEO” si cimentino anche nella redazione di contenuti di altro genere.

Ad esempio, chi si occupa della scrittura dei blog post, deve per forza di cose tenere in conto una serie di parametri in base ai quali, si suppone, Google valuta un contenuto in modo positivo. Lo stesso tipo di logica non si applica ai testi per le newsletter.

Ripeto, dunque, che c’è chi sceglie o si trova a operare quasi esclusivamente da SEO copywriter e chi si occupa di tutte le forme di testo per il wed, indifferentemente, per cui conosce comunque quelli che potremmo definire i principi del SEO copywriting.

SEO copywriter: cosa fa?

Chi si occupa di SEO copywriting redige:

  • blog post;
  • testi per siti web;
  • landing page;
  • schede prodotto per e-commerce.

Quelli appena citati sono i contenuti che richiedono un occhio particolare per come le persone effettuano ricerche sul motore di ricerca, ma anche per le ipotetiche intenzioni con spingono gli utenti a cercare informazioni, prodotti, servizi, occasioni di svago e via dicendo. Per questa ragione, parliamo di parole chiave e di intenti di ricerca.

Da una parte, abbiamo le ricerche espresse in query “secche” e generiche (“cosa vedere a Napoli”) e in query meno generiche (da coda luna) e correlate (“cosa vedere a Napoli in due giorni”, “cosa vedere a Napoli con i bambini”, ecc.) Dall’altra, abbiamo gli intenti di ricerca, i quali non sono facilmente deducibili né dalle ricerche su Google né sui tool per le analisi delle keyword (Ubersuggest, SEMrush, SEOZoom, ecc). Si tratta di ricerche che il/la SEO copywriter fa avvalendosi o di piattaforme come Answer The Public e Answer Socrates oppure studiando la sezione Le persone hanno chiesto anche. In questo frangente, l’intenzione del/della professionista è comprendere quali sono le domande a cui gli utenti cercano una risposta.

Potresti leggere anche: Come scrivere un blog post.

Fare SEO copywriting, quindi, implica la dedizione ad almeno tre attività:

  • fare ricerche specifiche – quelle di cui ho scritto poco sopra;
  • scrivere testi e analizzarne l’andamento nel motore di ricerca;
  • sfoderare, in ogni caso, le armi più potenti della scrittura persuasiva.

Chiaramente, per affermarsi come bravi SEO copywriter bisogna fare esperienza, sperimentare e comprendere alcune dinamiche che riguardano Google (o qualsiasi altro motore di ricerca per il quale si debba lavorare). E il corso? Be’, veniamo al punto nodale della faccenda.

SEO copywriter: serve un corso per diventarlo?

Come dicevo nell’incipit di questo blog post, l’idea di scriverlo mi è venuta dopo aver incrociato nel feed di Facebook il post sponsorizzato che ti mostro qui sotto.

Dell’adv mi hanno colpito due espressioni: “riconosciuto Miur” e “Albo”. Ecco, queste espressioni mi permettono di introdurre i discorso sul corso per diventare SEO copywriter.

Il corso per diventare SEO copywriter non serve.

Mi spiego meglio, prima che a qualcuno venga una crisi isterica: per acquisire competenze di SEO copywriting serve principalmente la pratica.

Buona parte dello studio teorico può essere condotta in autonomia o se si hanno a disposizione ottime fonti, magari fornite da esperti con cui si entra in contatto per collaborazioni da principianti. Questo, è ovvio, non vuol dire che sia sbagliato sentire la necessità di frequentare un corso. Piuttosto, intendo chiarire che non è necessario avere una certificazione per poter diventare, essere e definirsi SEO copywriter. Il corso è utile nella misura in cui si sente la necessità di essere instradati nel percorso formativo.

Allora perché nell’adv di UniD Formazione, ente della Repubblica di San Marino, si parla di un riconoscimento Miur? La risposta è presto data: il Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) riconosce i corsi di vari enti accreditati che possono, in qualche modo, contribuire alla formazione del personale docente. Come si legge nella pagina dedicata all’accreditamento:

“L’accreditamento riconosce soggetti esterni al mondo della scuola che offrono formazione per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario (come previsto dall’articolo 66 del Contratto Collettivo nazionale del comparto scuola del 23 luglio 2003).”

Per dirla fuori dai denti, il riconoscimento Miur è un’ottima leva per chi nutre l’intenzione di intraprendere la carriera scolastica, presto o tardi: i corsi riconosciuti, infatti, permettono a coloro che sono inseriti nelle graduatorie per le supplenze e che sostengono i concorsi pubblici di accumulare punteggio. Rientra tutto, come ben puoi immaginare, nella logica della compravendita di punti. Nel calderone finiscono i corsi di lingua, di competenze informatiche e sull’utilizzo della lavagna digitale.

L’espressione “albo”, però, mi sembra la più insidiosa. Se “riconosciuto Miur” può essere stuzzicante per le persone che hanno in mente determinati piani, “albo” è in tutto e per tutto una parola fuorviante.

Infatti, non esistono né un albo dei copywriter né un ordine: non siamo come medici, architetti, avvocati e ingegneri, ma non siamo nemmeno come i giornalisti.

In Italia, esiste un’Associazione Italiana di Copywriter, che cito perché so che esiste. Quello che ne so è poco, ma ho capito che mettere in piedi una rete di relazioni tra professionisti, per agevolare gli scambi proficui tra copywriter e dare un impulso alla formazione professionale.

Nei commenti ai post, UniD Formazione precisa che per albo si deve intendere l’elenco dei partecipanti ai corsi che, a percorso concluso, dovrebbero essere messi in contatto con aziende e agenzie che cercano professionisti. In altre parole, l’ente formativo fa quel che fanno tutti coloro che erogano corsi e master: dà l’impressione di far parte di una rete esclusiva, grazie alla quale si lavorerà più facilmente.

In base alla mia esperienza, questa fortuna di trovare lavori con facilità capita a un numero particolarmente ristretto di persone.

Per tutto il resto, c’è la lunga trafila fatta di lavori rimediati sui marketplace, collaborazioni svolte più per la gloria che per il denaro, sperimentazioni e via dicendo. Solo dopo (molto dopo) ci si fa un nome, si guadagna il giusto o addirittura di più di quanto sia giusto.

Come spesso affermo, il blog è stato decisivo per fare pratica. Con tutto questo sproloquiare, credo di aver anche messo in guardia dall’acquisto di un corso, a partire da eventuali aspettative fuori scala.

Del resto, basterebbe anche fare una semplice osservazione, per smontare la logica del certificato relativo al SEO copywriting: chi si occupa dell’ottimizzazione per i motori di ricerca sa bene che Google&Co. sono capricciosi, posseggono algoritmi che vengono costantemente aggiornati. Anche chi si occupa di scrittura deve, per forza di cose, adeguarsi ai cambiamenti di qualcosa che, per sua natura, è mobile.

E come diavolo si certificano le competenze relative a una pratica che deve cambiare anche in modo repentino, per star dietro a utenti e algoritmi? Allora come si diventa SEO copywriter? Risposta banale, data già tra le righe: scrivendo e studiando ciò che gli utenti fanno su Google. A presto!

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