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Villa Romana di Positano: visita, orari, informazioni utili

Non ho mai visitato Positano con il sole. Giuro! Però sono stata in Costiera Amalfitana e finalmente ho visitato un sito archeologico tra i più singolari della zona: la Villa Romana di Positano.

In questo articolo desidero parlartene, così che tu possa magari contemplare la visita al Museo della Villa Romana in una delle tue future visite nella perla della Costiera.

La Villa Romana di Positano

La Villa Romana di Positano si trova nel cuore del centro storico del borgo, a due passi dal mare, in prossimità della Chiesa di Santa Maria Assunta.

Ad ora, non si sa a chi sia appartenuta la villa. Considerato che è (sarebbe stata) ricca di affreschi, se ne può chiaramente dedurre che sia appartenuta a una ricca famiglia della città romana, sulla quale sorse il borgo di pescatori.

Doveva essere, quindi, una villa d’ozio.

La Villa Romana di Positano andò distrutta, a causa dell’esplosione del Vesuvio del 79 d.C. Non ebbe la sorte dei Pompei ed Ercolano, praticamente investite dal materiale vulcanico.

Il Triclinium della villa d’ozio

La villa fu distrutta da una valanga alluvionale: il materiale eruttivo, che si disperse per chilometri nell’aria, coprì i dolci pendii dei Monti Lattari e le piogge lo portarono giù, verso il mare, ricoprendo per quasi 10 metri i tetti delle case.

Non sappiamo cosa accadde quando la villa fu investita dalla valanga. Sappiamo che c’è altro da scavare e, con i mezzi adeguati, lo si farà, e speriamo presto.

Villa Romana di Positano: la visita

La visita al Mar dura circa 30 minuti e può avvenire solo con visita guidata.

All’ingresso del sito è visibile uno scavo, che bene rende l’idea di quanto alto fu lo strato di materiale vulcanico che ricoprì l’abitazione.

Gli ambienti visitabili sono i seguenti:

  • la Cripta superiore
  • il Triclinium della villa d’ozio
  • la Cripta medievale.

All’interno del sito viene tenuta una temperatura fissa a 16/17°C, suppongo a fini conservativi.

Per cui, anche in piena estate, porta con te qualcosa per coprirti. Poi apri gli occhi e le orecchie!

La Cripta superiore

Cosa ci fa una cripta sopra la villa?

Be’, è presto detto: un tempo monasteri e conventi spuntavano come i funghi, spesso si era anche a conoscenza dell’esistenza di resti di altri edifici, più antichi, ma mica si avevano i mezzi e il tempo per scavare?

Insomma, lì dove si trovavano i resti sommersi della villa romana, si andò a costruire un monastero benedettino.

Ed è da qui che è partito tutto: si voleva trasformare la Cripta superiore in un museo, ma bisognava pulire il pavimento e…sorpresa!

Quel che vediamo della Cripta superiore è il complesso dei colatoi. Forse ne hai sentito parlare, vero?

I colatoi

Ne ho fatto riferimento a proposito della visita alle Catacombe di San Gaudioso, sottostanti la Chiesa di Santa Maria della Sanità, a Napoli.

Scopri le Catacombe di San Gaudioso a Napoli

I colatoi erano grandi pertugi scavati nella pietra, dove venivano collocati i cadaveri dei monaci per “scolare”.

Insomma, si mettevano lì per farli decomporre, affinché l’anima ne venisse purificata. È stata un’usanza importata nel Sud Italia dalla Spagna (grazie, eh!).

[Se a Napoli dovessi sentire un “Puozz’ sculà!”, stai sicuro che non si tratta di un augurio di benessere eterno!]

All’interno della Cripta superiore sono conservati alcuni reperti archeologici davvero molto interessanti. Tra questi, figurano oggetti di uso comune nelle abitazioni romane.

Lanterna

Però, per quanto macabro, ho trovato molto più allettanti…le ossa! Ovviamente, durante gli scavi sono riemersi gli scheletri dei monaci. Dopo le analisi effettuate a Firenze, i resti dei religiosi sono stati sepolti in cimitero.

Una piccola selezione di essi è stata messa in esposizione, poiché si tratta di ossa che denotano chiaramente la presenza di malattie mortali o croniche dei poveri monaci: tubercolosi, malformazioni, grave consunzione.

Sono esposte perfino le mandibole consumate dallo scorbuto dei marinai.

Colonna appartenuta alla Villa Romana

Ah, nella cripta c’è anche un pozzo. Ma che senso avrebbe creare un pozzo per l’acqua, in una cripta?

Nessuno, sempre che non si voglia parlare dell’esistenza di un edificio più antico ancora al di sotto del monastero benedettino…

Conosci Villa San Marco di Stabiae? Scopri il sito!

Il Triclinium

Ciò che attualmente possiamo vedere dell’edificio romano è parte del Triclinium (camera da pranzo, per intenderci) che, considerata l’esposizione, doveva poi affacciarsi su un colonnato con accesso diretto a mare – brutta vita, questi Romani, eh?

I pannelli colorati sono ricchi di bellissimi dettagli, anche specifici dell’area campana: gli stucchi.

La presenza del colore blu d’Egitto, ha spiegato la guida, è segno della prosperità della famiglia a cui è appartenuta la villa: era un tinta molto pregiata e costosa.

Una piccola porta attira lo sguardo, ma in realtà è impronta: il legno non c’è più, c’è solo il segno che l’anta ha lasciato nel materiale precipitato sulla villa.

Ed è questa la cosa “curiosa” e, purtroppo, l’aspetto più limitante della faccenda: tutta l’area che volge verso il mare sicuramente nasconde tanto altro, ma al momento è impossibile scavare: verrebbe giù la chiesa!

Chiesa di Santa Maria Assunta e San Vito

Esatto, quando visiti il Mar, di fatto sei sotto la Chiesa di Santa Maria Assunta e comprendi perché l’espansione del sito sia tanto lenta e complessa.

La Cripta medievale

Meraviglie delle meraviglia, in verità prima ancora del monastero benedettino, in loco fu costruita un’altra chiesa, con annessi giardini e cripta.

Ecco perché nella Cripta superiore c’è un pozzo: risale al complesso più antico, che si visita uscendo dal sito e rientrando qualche metro più in là.

La Cripta medievale è più o meno sotto l’altare della chiesa attuale e ora è il risultato di tanti rimaneggiamenti: alcune colonne sono state inglobate nei rinforzi dell’edificio superiore, si vedono delle tombe, sono stati collocati altri colatoi.

E ci sono due reperti archeologici di Paestum. Sono solo in prestito e sono stata confiscati dai Carabinieri a un’asta clandestina. Dovrebbero provenire da una tomba, ma non si sa bene da quale. Per adesso sono al Mar, poi chi lo sa.

Orari e biglietti

Leggi attentamente questo paragrafo, per non ricevere sorprese di alcun genere.

Il Mar è un piccolo sito, gestito molto bene e al quale si accede solo con visita guidata. Per qualcuno il costo può sembrare esoso, considerate le dimensioni del museo.

Confesso che nell’immediato anche io ne sono stata stupita, ma poi ho fatto le mie considerazioni: se li meritano, forse sono gli altri che non sanno ancora gestirsi al meglio.

In sintesi:

  • biglietto 15€;
  • aperto tutti i giorni dalle 9 alle 21 da aprile a ottobre; dalle 10 alle 16 da novembre a marzo;
  • si entra in gruppi di 7 persone al massimo;
  • si acquista il biglietto online o in biglietteria solo con carta (no contanti).

A dirla tutto, e a dispetto di pochi (per fortuna), per me questi 15€ sono stati tra quelli meglio spesi degli ultimi tempi. A presto,

Bruna Athena

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