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Perché vale la pena creare un blog?

Perché aprire un blog

Perché creare un blog oggi?

Ci sono i social network. Perché mai dovrei aprire un blog e fare più fatica?

Chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Ti stai chiedendo perché impegnarti a creare un blog: bene, parto dall’assunto che tu abbia delle idee da sviluppare e ora mi tocca convincerti che faresti bene a organizzarle e metterle nero su bianco.

Il blog è il migliore strumento che tu possa avere a disposizione per fare personal branding, affermarti come autorità nel tuo ambito e poggiare il tuo successo su basi più solide.

Oh, Zeus, mi sa che ho corso! Ti spiegherò punto per punto, ma prima è doveroso fare qualche piccola premessa.

Lo dico sempre e a chiunque intavoli con me la questione: creare un blog è facile, gestirlo è impegnativo.

Il blog è un investimento a lungo termine, perché bisogna fare oggi per vedere risultati tra tre, sei, dodici mesi o anche di più. Nei social network può accadere lo stesso, ma le dinamiche proprie delle piattaforme permettono di ottenere buoni riscontri anche in minor tempo. Ciò non vuol dire che non ci voglia impegno, anzi! Mettitela via: il blog su Instagram, il blog su Pinterest, il blog su Twitter non esistono.

Per approfondire: Il blog su Instagram non esiste

I social network possono funzionare come piattaforme di microblogging, ma utilizzarli in questo modo non farà di te un blogger. Per meglio dire, il fatto che tu possa avere un discreto successo su Instagram o Twitter non dimostra il fatto che tu abbia costruito una community di valore e che tu sia d’aiuto a chi ti legge – probabilmente intrattieni, ma non “servi” a un fico secco.

Fatte le premesse, pongo io una domanda a te: hai qualcosa da dire per essere utile e d’ispirazione ai tuoi lettori? Allora sì, esiste una base su cui costruire qualcosa. Ma vale la pena costruire?

Proprietà

Il blog è tuooooooooo! Tra mille post puoi navigaaar, nessuno ti dirà che non lo leggeraaaan, il blog è tuo per sempreeee!

[Immaginami su un tappeto volante, che te lo canto, in preda al terrore di cadere giù. Poi vediamo se hai il coraggio di contraddirmi!]

Be’, diciamo che il blog è quasi tuo, perché tutti noi dobbiamo acquistare servizi per il dominio e lo spazio d’hosting. Tuttavia, anche solo acquistando il dominio ottieni e preservi un’identità digitale. E al momento siamo piuttosto sicuri che Google continuerà a lavorare per tanto tempo ancora.

I meccanismi propri dei social network sono un po’ diversi. Essi sono molto più sensibili all’andamento dei trend e la loro sorte dipende in modo considerevole da come e quanto vengono utilizzate dalle persone.

Ti ricordi di Google+? Un bel giorno ci hanno detto che l’avrebbero chiuso, così è avvenuto e abbiamo detto addio al nostro profilo, alle community e via dicendo. Immagina, dunque, di essere uno di quei famosi “blogger su Instagram” e di perdere tutto perché Zuckerberg ha deciso di chiudere IG.

Dici che è impossibile? Mai dire mai: tra qualche tempo le cose cambieranno, è fisiologico, e lì dove l’azienda riuscirà a guadagnare di più, lì investirà maggiormente le sue risorse.

Perderesti tutto: i tuoi post, le storie, i Reels, i follower…

I tuoi profili social non sono affatto tuoi, ma sono di chi ha creato la piattaforma con cui li hai creati. Se esse spirano, tu hai perso tutto.

Ad ora, il luogo più stabile per esserci in rete e mostrarsi è il sito web, quindi il blog. Inutile nascondersi sotto il tapp…ehm, dietro a un dito: è così!

Personal branding e autorevolezza

Per spiegarti perché il blog è utile per fare personal branding e acquisire autorevolezza, ancora una volta devo fare riferimento ai social network.

Essere presenti sui social network significa comunicare con le persone, affermando la propria identità, e condividere con esse contenuti che riguardano ciò che fai.

Per comunicare se stessi bastano fotografie, video, Storie. In un certo senso, non è così strettamente necessario creare un blog tematico. Tuttavia, il blog ti permette di andare in fondo alle cose.

Il pubblico dei social network è molto distratto e, talvolta, anche in “malafede” – hai presenti gli inutili “Wow, bella foto!” sui tuoi post di Instagram, piazzati lì solo per elemosinare un commento in cambio?

Predisporre un piano editoriale e svilupparlo, nel tempo, è un’altra cosa. Questo è il modo per portare verso di te lettori interessati, ai quali fornire risposte a specifiche domande, consigli, soluzioni. Tutto questo contribuisce alla nascita e al consolidamento di un pensiero nella mente di chi ti legge:

“Aò, ma questa persona ne capisce! Posso fidarmi!”

Mi dispiace, ma non basta una bella panoramica sulla Torre Eiffel per fare di te una persona in grado di dare consigli utili su come organizzare un viaggio a Parigi – l’esempio è banale, ma è per capirci.

Infine, diciamoci la verità: con il blog si è più se stessi, si definisce un tone of voice più genuino. Spesso sui social tendiamo a farci trasportare dalle tendenze, perché “su IG va questo adesso”, ma con il blog possiamo prenderci il lusso di comunicare in modo più spontaneo.

Google

Ogni sito web può avere al suo interno un blog. Esso è un elemento che si integra molto bene nelle strategie per il posizionamento sul motore di ricerca del sito web.

In altre parole, il blog è molto efficace per mettere in atto specifiche azioni per la SEO. È necessario sviluppare bene il piano editoriale, tenendo conto di due elementi: i temi da trattare e le keyword da associarvi.

Il blog serve anche ad “abitare” Google con contenuti rintracciabili dagli utenti che eseguono specifiche ricerche. Più si è capaci di “ambientarsi” in Google, maggiore è la possibilità di essere trovati da potenziali clienti e collaboratori.

Conclusioni

Vale davvero la pena aprire un blog in questo momento? Secondo me sì. Ripeto ancora una volta: bisogna essere disposti ad organizzare tutto al meglio e investire tempo (eventualmente risorse) a lungo tempo.

Volendo fondere le tre ragioni di cui ti ho parlato in questo articolo, vale la pena perché un blog è uno dei canali più affidabili per farsi conoscere nel mondo del web.

Ciò non significa che bisogna trascurare i social network, anzi. Proprio qualche settimana fa, ho scritto del perché un blog non può fare a meno dei social.

Resta comunque vero che la costruzione della propria brand identity attraverso la creazione di contenuti più strutturati è un risultato molto più stabile nel tempo.

Gli utenti di Facebook, Twitter e Instagram vanno e vengono. Le piattaforme posseggono algoritmi che, benché siano – forse! – meno capricciosi e complessi dell’algoritmo di Google, ti portano su e giù nel feed in modo apparentemente scriteriato.

I criteri esistono, sono appunto algoritmici, ma costringono noi tutti a pubblicare contenuti di natura diversa, meno strutturati e da fruire in velocità. Al contrario, il blog è concepito per un pubblico mediamente più interessato, costituito da lettori più propensi a leggere approfondimenti e non a consumare contenuti mordi e fuggi. Con buona probabilità, è proprio in questi lettori che trovi clienti e collaboratori.

Per concludere davvero, blog e social network si integrano. Esistono casi in cui creare un blog non è necessario, ma è davvero poco strategico aprirne uno e non comunicarsi sui social media. Così come è poco sagace confidare del tutto su Facebook, Twitter e TikTok, senza prendere in considerazione uno spazio di più ampio respiro per comunicare con le persone.

A presto,

Bruna Athena

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