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Condividi sui social network contenuti di valore

condivisioni e relazioni sui social network

La condivisione sui social network di contenuti di valore contribuisce alla loro diffusione, aiuta a generare relazioni virtuose con le persone e dare un’immagine ben precisa di te stesso.

(Aggiornato al 27 aprile 2020)

I social network permettono alle persone di interagire tra loro. Poco importa che una piattaforma sia stata pensata per scopi propriamente ludici oppure per la ricerca di lavoro. In linea di principio, qualunque sia il tuo obiettivo (divertirti o generare contatti), la logica è sempre la stessa: interagire con le persone e condividere contenuti interessanti dà senso alla tua presenza sui social network.

Per il momento, metto tra parentesi il discorso in generale sulle interazioni e lo riprenderò successivamente. Per adesso, ci prendiamo per buoni Mi piace, cuoricini e commenti. In realtà, anche le condivisioni dei post sono delle interazioni, ma hanno un peso molto incisivo sulla diffusione dei contenuti.

Possiamo dire che le condivisioni riguardano due generi diversi di contenuti:

  • i contenuti prodotti da te stesso;
  • i contenuti prodotti dagli altri utenti.

In entrambi i casi, parliamo di notizie, blog post, grafiche, fotografie, video e fake news – purtroppo, è proprio il caso di segnalarle.

Esistono diverse ottime ragioni per condividere i propri articoli/fotografie/video sui social network, se si scrive per un blog o per una testa online. Anche questo, però, è un discorso da sviluppare in un’altra occasione. Chiediamoci, invece: cosa ci spinge a condividere i contenuti prodotti da altri? E soprattutto, in che modo le condivisioni definiscono le relazioni con i nostri contatti?

Proviamo a rispondere a queste due domande.

Perché condividiamo contenuti sui social network

Cosa ci spinge a condividere contenuti sui social network? Le dinamiche social sono molto complesse, più di quanto immaginiamo. Un’indagine condotta dal New York Times ha approfondito la questione e così ha individuato le motivazioni che ci spingono a condividere. Esse sono cinque:

  1. portare valore e intrattenimento agli altri;
  2. definire se stessi agli occhi degli altri;
  3. creare e consolidare relazioni;
  4. auto soddisfazione;
  5. spargere la voce su prodotti e brand.

Sorvolo sulla ragione numero 4, poiché mi sembra un caso da psichiatria. Il caso 5 ha fatto sì che i social network diventassero strumenti per il marketing delle aziende. Ma, tutto sommato, è una motivazione che possiamo facilmente ricondurre a quel “portare valore” della ragione 1. Infatti, se ci troviamo molto bene con un prodotto o con un marchio, siamo portati a fare loro una pubblicità indiretta. E, anzi, se abbiamo avuto pessime esperienze siamo anche intimamente convinti che raccontarle possa essere d’aiuto alle altre persone. Ecco perché, il più delle volte, in rete gli utenti tendono a lasciare le recensioni negative, piuttosto che quelle positive.

Ad ogni modo, le parole chiave sono principalmente tre: valoredefinizione (di se stessi) – relazione.

Cosa succede se miscelo questi tre elementi? Succede che la condivisione diventa un modo di relazionarsi al prossimo, offrendogli qualcosa di interessante e attribuendo spontaneamente a te stesso una certa immagine.

Sto un po’ correndo, me ne rendo conto. Sviluppo quanto prima questi passaggi logici. Prima, però, desidero raccontarti una breve storia un pochetto triste.

Cosa succede se non interagisci con le persone

Per almeno due anni buoni ho usato i social network molto male. Mi riferisco all’uso personale che ne ho fatto, chiaramente. Quel che sto per dire non riguarda la gestione dei profili ufficiali dei clienti.
Ho avuto un momento di forte demotivazione, in cui ho nutrito un forte senso di delusione. I social network mi sono sembrati solo il luogo in cui intessere relazioni di comodo e nulla più, il posto adatto per arrivisti e persone abituate ad agevolare solo le proprie conoscenze. Ho continuato a condividere i miei articoli, perché non mi sembrava sensato non farlo. Tuttavia, non ho ottenuto particolari riscontri.

Ho avuto la presunzione di credere che fossi circondata da persone per lo più disinteressate. In realtà, mi sbagliavo alla grande: mi ero auto esclusa da tutto, quindi non c’era da stupirsi del disinteresse altrui. Non avevo fatto altro che rispondere all’indifferenza con altra indifferenza, inserendomi in un circolo vizioso.

Sono stata molto brava a ripetere ai clienti il motivetto classico secondo cui bisogna interagire, sempre. Nel contesto personale, invece, avevo deliberatamente iniziato a utilizzare i social network come non si fa: pretendevo attenzione senza darla.

Ripeto, ero molto demotivata. Per fortuna, ho compreso il mio errore e ho iniziato a porvi rimedio. Il fatto è semplice: se ti limiti a condividere solo quello che è tuo, ma non interagisci con i tuoi contatti, nessuno ti darà attenzione.

Se desideri coltivare relazioni, condividi. Condividi i contenuti validi degli altri.

Il rapporto tra la condivisione sui social network e le relazioni

Voglio mettere in chiaro una cosa fin da subito: non sto parlando di un do ut des, perché altrimenti il discorso non vale. Non devi aspettarti che le persone ricambino il favore automaticamente. La “filosofia” deve essere un’altra, perché la condivisione deve avere ragioni profonde:

  • la tua intenzione di manifestare apertamente il tuo apprezzamento per un contenuto che ritieni valido – e, presumo, prodotto da una persona (o entità) che apprezzi;
  • la tua volontà di contribuire alla diffusione del contenuto che ritieni di valore.

Nel primo caso, stai dicendo all’autore: “Quel che hai fatto mi piace, dice qualcosa di importante e merita di essere diffuso.”

Nel secondo caso, stai dicendo: “Ho letto questo articolo e ho pensato a te, perché credo che possa interessarti.”

Credo proprio che non ci sia discorso che tenga: una condivisione vale molto, ma molto di più di un Mi piace. Quando condividi una notizia o un blog post, diventi anche responsabile di quel che condividi. Per queste ragioni, è da evitare:

  • la condivisione automatica di contenuti, senza un tuo commento;
  • la condivisione automatica di contenuti che non hai letto (o guardato).

Quel che decidi di condividere, al di fuori di quanto è stato prodotto da te, dice molto di quel che sei tu. Ti faccio una domanda, alla quale spero che tu voglia rispondere onestamente: ti fideresti di una persona che pubblica fake news? Daresti credito alle sue opinioni, affideresti mai la tua salute o i tuoi affari nelle mani di persone che dimostrano di non saper distinguere tra ciò che è attendibile e ciò che non lo è? Viceversa, che impressione ti dà una persona che condivide notizie affidabili o articoli utili per te (per i tuoi interessi, per il tuo lavoro)?

Di norma, non ti fideresti della prima persona, ma ti fideresti molto più della seconda. Per quel che riguarda te stesso, non credo che ti farebbe piacere passare per un tonto che condivide solo stupidaggini, mi sto forse sbagliando?

In questo caso, condividere quanto hai letto e hai apprezzato diventa l’equivalente di una buona azione. Il bello – e il brutto – del digitale è la viralità dei contenuti: se tutti condividessimo contenuti di alto valore, questi diffonderebbero di più e più velocemente, mentre le fake news morirebbero in quattro e quattr’otto.

Inoltre, la tua buona azione ti permetterebbe di stringere una relazione più autentica e profittevole con le persone. Do un senso positivo alla parola profittevole: non intendo dire che devi approfittare degli altri, ma far sì che la relazione porti qualcosa di positivo all’altro e a te. Non aspettarti relazioni davvero virtuose, se ti limiti a una spolliciata o a condividere i tuoi contenuti pretendendo che siano sempre gli altri a venire da te.

I social network funzionano se tu vai dalle persone e dai il tuo contributo, creando il circolo virtuoso in cui puoi inserirti: se hai apprezzato un video o un blog post e ritieni che possa essere apprezzato anche nella tua rete di contatti, condividilo.

Fermandoti alla reazione, non generi il circolo: lo interrompi. Al contrario, inserendoti in un contesto fatto di un reciproco scambio di esperienze, conoscenze e competenze, riesci ad ottenere anche maggiore attenzione dalle persone nel tempo.

Come il discorso si completa con le modalità adeguate di lasciare i commenti ai post sarà il tema del prossimo articolo a tema social media. Per quel che riguarda le condivisioni mi fermo qui e, mi raccomando, se questo articolo ti è piaciuto e ti ha convinto, condividilo 😉

Bruna Athena

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5 commenti su “Condividi sui social network contenuti di valore”

  1. Anche a me molte volte sembra che i post vengano condivisi solo per ruffianeria e che certi mi piace siano messi solo per averne in cambio.
    Hai espresso molto bene il concetto. Brava!

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