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Enti per il turismo internazionali: la comunicazione ai tempi del lockdown

comunicazione digitale enti per il turismo

La comunicazione digitale durante il lockown è complicata anche per gli enti per il turismo internazionali. Tour virtuali e visite guidate interattive sono alcune delle iniziative pensate per interagire con il pubblico da casa.

Dopo aver affrontato la questione circa la comunicazione sui social network degli enti per il turismo italiani, ho pensato di esplorare le pagine e gli account ufficiali degli enti internazionali. Il mio scopo è sempre quello di individuare le scelte comunicative compiute in questo momento particolare, in cui parlare di viaggi sembra decisamente prematuro – se non addirittura fuori luogo. Sappiamo, però, che chiunque decida di utilizzare i canali digitali deve esserci sempre, comunque vadano le cose.

Gli enti internazionali per il turismo non stanno lì, muti. Cosa stanno dicendo? O, per meglio dire, cosa stanno facendo per interagire con il pubblico di potenziali (o affezionati) viaggiatori?

Social network e lockdown: la comunicazione degli enti per il turismo internazionali

Anche in questo caso, ho preso in considerazione un numero più o meno ragionevole di account ufficiali internazionali su Facebook, Instagram e Twitter. Ho cercato di “muovermi” su tutti i continenti, partendo dal presupposto che credere nell’esistenza di profili ben curati, per ogni paese del mondo, è come credere in Babbo Natale.

Tant’è vero, la ricerca è stata più complicata del previsto. Del resto, sono proprio pochi gli enti internazionali che hanno pensato a

  • organizzare attività con strumenti all’avanguardia e molto attraenti per il pubblico;
  • sfruttare sul serio il cosiddetto genius loci, ossia la particolarità differenziante del luogo.

Ho trovato qualcosa di ben fatto, ma ti segnalo anche alcune delle attività più ordinarie, per completezza – non tutte, ovvio.

Spot e tour virtuali

Con il lockdown abbiamo avuto il boom di produzioni video e tour virtuali. Già nel mese di marzo, Visit Portugal ha rilasciato Can’t Skip Hope, uno spot che mostra le bellezze del Portogallo, sottolineando la necessità di fermarsi e mettersi in attesa del momento in cui potremo nuovamente viaggiare. Il video è apprezzabile, piuttosto stimolante, ma in fondo non manifesta altro che una presa di posizione obbligata da parte dell’ente: non si può non dire che bisognerà aspettare, prima di rimettersi in viaggio. Per quel che riguarda gli altri contenuti, non c’è niente di così originale che meriti di essere segnalato: le solite fotografie del patrimonio naturalistico e culturale del paese. Né più né meno quel che fanno tutti, sempre – 365 giorni all’anno.

Nella maggioranza dei casi, sulle pagine Facebook e sugli account Instagram vengono proposti gli user generated content, quindi materiale realizzato dai visitatori o dai local stessi. Cosa cambia, durante il lockdown? Nella sostanza, gli hashtag da utilizzare. Ad esempio, Spain.info ha optato per #EspañaTeEspera. Il messaggio è sempre lo stesso: noi qua stiamo, ti aspettiamo in futuro.

Segnalo una video serie simpatica, per gli appassionati di letteratura, realizzata da Love Great Britain Italia, che trovi sulla pagina Facebook dell’ente. Si tratta di brevi contenuti video dedicati a Charles Dickens e ai luoghi di Londra legati tanto alla vita quanto alle opere dello scrittore. Inoltre, sulla pagina trovi anche La Royal London a 360 gradi.

Di tour virtuali a 360° ne sono stati sfornati (e riscaldati) davvero tanti. Merita attenzione Feel Slovenia, che ha dedicato un’intera sezione del sito web a tutti i siti e i musei che si possono visitare in realtà aumentata. Ad ogni modo, attraverso la pagina Facebook di Visit Europe puoi fare altri tour. Nel momento in cui scrivo, puoi vedere il porto di Chania (Creta) e la Torre di Belem di Lisbona.

Cambiando un momento continente, ho scoperto che l’ente per il turismo della British Columbia già da tempo propone agli utenti tour virtuali della regione canadese –  fattorie, giardini botanici, piste da sci. Dai un’occhiata, soprattutto se ti affascina la natura estrema e selvaggia.

Il potere della natura e della musica

Tornando in Europa, ti segnalo contenuti meno all’avanguardia da un punto di vista tecnologico, ma che ho apprezzato per una ragione in particolare: accorciano la distanza con la destinazione turistica grazie al mix di immagine e suono. Questo è il caso di Isla Canarias, che ha riproposto la serie Canaryfulness, e dell’Isola di Aruba, con 30 minuti di relax.

Canaryfulness è stata realizzata molto prima del lockdown, ma di sicuro casca a pennello in questo periodo – pur cavalcando l’onda dei benefici della meditazione. Associa le tipiche sonorità zen agli splendidi paesaggi delle isole: ad ogni isola appartiene il suo concerto di suoni. Trovo azzeccato che si faccia passare un messaggio: al viaggio pensiamo dopo, per ora approfitta per rilassarti.

L’idea è la stessa per quel che riguarda Aruba, ma la differenza consiste nel fatto che l’ente ha scelto come unica “colonna sonora” del video i suoni della natura: il vento, le onde, gli uccelli. In entrambi casi, a mio avviso, è stata utilizzata una tecnologia piuttosto semplice per sfruttare quel che è la particolarità delle mete in questione: un paesaggio incontaminato, talvolta del tutto isolato, che permette a chi lo visita di stare a stretto contatto con la natura.

Eventi live e visite guidate da remoto

Facciamo un attimo un salto in Centro America, perché grazie ai webinar di Toscana Promozione Turistica ho scoperto le simpatiche iniziative di Discover Puerto Rico. Poiché non ci è possibile nemmeno fuggire ai Caraibi, l’ente ha pensato di coinvolgere l’audience in corsi ed incontri virtuali, tutti finalizzati a mostrare le tradizioni dell’isola. Attraverso queste esperienze virtuali – digitali, per meglio dire – puoi scoprire come si lavora il rum, come preparare piatti e cocktail tipici, come ballare i balli caraibici. Ogni iniziativa viene organizzata coinvolgendo personalità di spessore nei diversi ambiti, quindi “autorità” del settore – mica i soliti influencer fighi! Qualcosa di simile l’ha fatto anche il sopracitato Isola di Aruba, ma quest’ultimo ente ha prodotto solo registrazioni, non dirette live.

discover puerto rico

Bene, adesso arriviamo alla chicca finale. In tutto ciò, per adesso, c’è un ente per il turismo che batte tutti in modo schiacciante: l’ente per il turismo delle Isole Faroe. Grazie ai tweet della mia cara Orsa nel Carro, ho scoperto del divertente e avanzato progetto Remote Tourism. Come spiega la direttrice dell’ente, il progetto si propone di permettere a tutti di seguire una visita guidata interattiva da remoto delle isole. Nel momento in cui l’utente si collega alla piattaforma, quando inizia la visita guidata in compagnia di una guida in carne e ossa, sul desktop compare una sorta di joystick. Attraverso di esso, i partecipanti alla visita possono indirizzare la guida, che è tenuta a seguire i comandi impartiti – andare avanti, tornare indietro, svoltare a destra o sinistra, correre e saltare. Sullo schermo, in tempo reale, l’utente vede quel che viene registrato dalla camera posta sul caschetto della guida. Ripeto, tutto in tempo reale: sei di fatto alle Isole Faroe! Di fondo, è un’iniziativa slegata dall’utilizzo della piattaforme social, perché si accede al tour dal sito web. Per contro, i tour vengono condivisi sulla pagina Facebook.

Conclusioni

Sottolineo nuovamente che la mia analisi non pretende di essere esaustiva: potrebbe essermi sfuggito qualcosa – anzi, è quasi certo – e ti prego di segnalarmi tutto ciò di cui sei a conoscenza e che non sono riuscita ad intercettare.

Detto questo, anche per quel che riguarda gli enti per il turismo internazionali c’è un grado elevato di omogeneità per quel che riguarda le scelte di comunicazione e le iniziative proposte al pubblico.

A grandi linee:

  • buona parte degli enti sceglie un proprio hashtag da utilizzare in questo periodo, genericamente riferendosi a un futuro prossimo in cui si potrà viaggiare di nuovo;
  • il lockdown ha finalmente convinto molti a utilizzare la tecnologia per garantire esperienze virtuali legate alle destinazioni turistiche;
  • tour virtuali a parte, gli eventi realmente interattivi si contano sulle dita di una mano – Discover Puerto Rico e Visit Faroe vincono su tutti;
  • in tutto questo, (quasi) nessuno ci ha messo la faccia.

In fin dei conti, sono stati pubblicati contenuti video molto belli, suggestivi. Il problema è che è sufficiente cambiare titolo, sottotitolo e hashtag e gli spot sono proponibili sempre. Il lockdown può offrire la possibilità di pensare a modi di coinvolgere il pubblico in esperienze, sì remote, ma davvero più immersive. E uso l’aggettivo “immersivo” non esclusivamente riferendomi alle tecnologie avanzate – realtà aumentata, realtà virtuale. L’immersione nella realtà di una meta da viaggio è prettamente sensoriale: come hai visto, le Canarie e Aruba ti immergono nel loro contesto naturalistico non tanto con la vista, ma attraverso l’udito. Nei loro progetti, la tecnologia dà risalto alle peculiarità dei luoghi – spiagge splendide, parchi e monti vulcanici, ecc.

Discover Puerto Rico rappresenta un caso virtuoso, perché coinvolge il pubblico in attività da fare a casa che divertono e ti avvicinano alla cultura dell’isola. Ho apprezzato che l’ente abbia coinvolto nelle Live Instagram esperti nel proprio ambito. In questo momento, infatti, abbiamo bisogno di due cose: il contatto umano – e voglio ben dire! – e la fiducia. In un contesto piuttosto fasullo e pieno di arrivisti come quello di Instagram, per me la spiegazione di un cuoco portoricano o di una ballerina professionista di balli caraibici ha un peso diverso rispetto a quella che mi offre il blogger che ora non sa come riempire piani e calendari editoriali.

Mi sembra che la direttrice dell’ente turistico delle Isole Faroe sia stata la sola a mostrarsi al pubblico: nel video di presentazione del progetto Remote Tourism, la vediamo alla sua scrivania, in tailleur, sicuramente seria, ma non seriosa. Al contrario, ella è molto sorridente ed entusiasta nel presentare un’iniziativa del tutto inedita, attraverso cui portare i visitatori alle Isole Faroe – tra l’altro, è una destinazione anche poco frequentata.

Questo è tutto, almeno per ora. C’è da augurarsi che a qualcuno venga in mente qualcosa di più originale. Intanto, credo che dal momento in cui le tecnologie più avanzate e immersive hanno fatto il proprio ingresso nel mondo del turismo, qualcosa cambierà anche nel customer journey del viaggiatore. Cosa ne pensi?

Bruna Athena

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