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Il cammino della Cumbia, Davide Toffolo

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La cumbia ha origine dalla musica popolare della Colombia, diffonde in tutto il Sud America fino a introdursi nell’elettronica. Davide Toffolo ne racconta la storia in una graphic novel.

Il cammino della Cumbia (Oblomov Edizioni) riporta il viaggio di Davide Toffolo in Sud America, continente in cui la musica sembra essere parte del patrimonio genetico delle persone tanto quanto lo è il colore degli occhi. La cumbia, infatti, come molti generi musicali latini (pensa alla samba e alla bossa nova brasiliane) ha origini antiche, si è sviluppata negli ambienti popolari, talvolta i più problematici. Essa ha assunto varie sonorità di paese in paese, diventando a tutti gli effetti una delle espressioni più autentiche di simbiosi tra elementi indigeni, africani ed europei. In altre parole, la cumbia è parte dell’identità culturale sudamericana. 

Il cammino della Cumbia: un viaggio a ritroso nella storia della musica

Il cammino della Cumbia è un procedere all’indietro, perché si parte dall’Argentina e si giunge fino alla Colombia – in realtà, la narrazione di ferma prima dell’arrivo di Davide in Ecuador e ciò mi fa pensare che verrà pubblicata poi la continuazione. Davide Toffolo, autore della graphic e più conosciuto come cantante dei Tre Allegri Ragazzi Morti, grazie alla cumbia si sente sottosopra, a testa in giù. Decide allora di andare dall’altra parte del mondo, per incontrare King Coya e per farlo attraversa l’intero continente, nei panni dell’Istituto Italiano di Cumbia e di “studioso” del genere. 

Da Buenos Aires a Lima, il viaggio di Davide è certamente un percorso ben definito nella storia della musica latinoamericana.

Vantando origini che risalgono a ben 5 secoli fa, la cumbia oggi è un genere musicale vivissimo e multi sfaccettato: ogni paese l’ha adottata e resa propria, trasformando qualcosa. La cumbia villera argentina è il più recente esperimento musicale, la simbiosi di folklore e musica elettronica. In Perù la cumbia è la chicha oppure viene definita “amazzonica”, ed è a tratti psichedelica. In Bolivia conserva i tratti più squisitamente popolari.

Il cammino della Cumbia cita tanti nomi del genere musicale (Gilda, Los Mirlos, Los Destrellos, tra i numerosi altri) evidenziando come, ancora una volta, è la musica a unire le persone ed esprimere la fusione culturale tra europei, africani e indigeni. Nascendo nei contesti di maggior povertà e disagio, la musica definisce distintamente l’identità sudamericana, fatta nella sua essenza di miscugli: di popolazioni, tradizioni, lingue e colori.

Le maschere del Carnevale di Oruro (Bolivia) si ispirano tanto alle figure della tradizione cristiana e quanto al folklore nazionale. Foto: Wikipedia

Per forza di cose, Il cammino della Cumbia cita numerosi luoghi del Sud America e le sue tradizioni. Sono stata particolarmente affascinata dalla Bolivia – alla quale tendevo a preferire il Perù -, dal Carnevale di Oruro e dall’origine del nome del genere musicale chicha. La chicha, infatti, è una bevanda a base di mais o di frutta, molto diffusa nei paesi latinoamericani, in diverse varianti. Pare che derivi da un’antichissima preparazione precolombiana. Ed ecco un’ulteriore dimostrazione di come in quest’area del mondo le culture si vadano fondendo per creare qualcosa di nuovo.

La graphic di Davide Toffolo ha accresciuto il potere attrattivo che il Sud America ha su di me. Sottolineando la capacità delle sue popolazioni di riprendere il “vecchio” e farne qualcosa di inedito, mi dimostra che dall’Argentina alla Colombia ci sono infiniti luoghi e storie di cui venire a conoscenza. E io non ne vedo l’ora!

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