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Cosa c’è da dire di un anno di blogging

Un anno di blogging: il meglio e il peggio del web, in attesa dell’evento del 27 gennaio a Latina, firmato Cosedabionda.

Cosa c’è da dire a proposito di un anno di blogging? Nulla che in fondo non abbia già detto! Ma facciamo una scommessa: vogliamo vedere che ho esattamente già affermato, non so quante volte, tutto quello che ho scritto in questo blog post? Coraggio!

Il web è un lecca lecca

La prima attività che vedo svolgere sul web? Non è la scrittura, non è la SEO, non è la grafica e non è il web design. L’attività più in voga è il leccarsi a vicenda, finché fa comodo – scusa, non volevo scrivere il testo di una canzone di Ligabue, m’è uscito così.

Un altro anno di blogging mi ha insegnato che il web è un posto pieno di strane creature.

leccare

Ci sono persone che si venderebbero la madre per 5 minuti di celebrità; persone che dicono di conoscere il valore al lavoro, ma in realtà l’unico lavoro che trovano meritevole è il proprio; persone pronte a ridere di te non appena ne avranno occasione – credimi, succederà: a meno che tu non sia un essere perfetto, prima o poi una cavolata la farai ed è del tutto normale, fisiologico direi; persone che non cambieranno mai idea su di te, ti disprezzano, ma sono troppo smidollate per dirtelo chiaramente, ragion per cui lo faranno sempre indirettamente – magari tirando in ballo anche argomenti logici di tutto rispetto, ma MAI ammettendo chiaramente che gli stai sulle scatole o che ti reputano mediocre.

Ma come Brù, tu non ci parlavi sempre del lato buono del web? Certo, ma ciò non toglie che non ci sia il marcio. A dire il vero, sono convinta che non esista lato buono di una qualsiasi delle cose del mondo senza il corrispettivo lato “cattivo”. Non mi stupisco più.

Primo proposito professionale del 2017? Smettere di credere alla favola che si debba piacere a tutti.

Meritocrazia? Ahahaha!

Quante volte ho letto l’espressione “contenuti di qualità”? Meglio non ripensarci. Che barba, che noia, che noia, che barba!

Un altro anno di blogging mi ha insegnato che il web è un posto in cui la meritocrazia è spesso un optional.

Sai qual è il punto? Finché leggerò blog post sgrammaticati, articoli su libri mai letti e luoghi di questo mondo mai visitati, finché vedrò professionisti decantare i propri amici semplicemente perché sono i loro amici, non ci crederò alla meritocrazia.

Secondo proposito professionale del 2017? Concentrarmi esclusivamente sulle mie possibilità reali e sui miei obiettivi raggiungibili.

Aspettando l’evento Rosa Digitale di Latina

cosedabionda rosa digitale latina 2017

Mia madre è solita dire che con l’erba molle ci si pulisce il deretano: ha proprio ragione!

Un altro anno di blogging mi ha insegnato che vince chi ha la faccia tosta.

Dai, ora metto via acido e disfattismo. Chiaro, esistono facce di deretano mastodontiche di non eccelse capacità, ma in questo momento rivolgo la mia attenzione a chi si butta nel fare le cose, anche con una dose di ansia considerevole. Posso dirlo a gran voce: ho vinto. È vero che le vipere sono ovunque, che c’è tanto e di meglio da fare, ma i nostri obiettivi sono tanto più lontani quanto più lasciamo che il senso di insicurezza ci leghi mani e testa.

Il mio 2017 si apre col botto, perché parteciperò all’evento Rosa Digitale del 27 gennaio, a Latina. Ti sei iscritto all’evento, vero? VERO?!

È stata una cosa inaspettata, perché la nostra comunità di #socialgirls – cerca il nostro canale su Telegram, se lo usi – è nata da poco, ma è fecondissima. Non parteciperò solo come membro del pubblico, ma anche come relatrice: non lo merito, ne sono cosciente. Sssssshhh, non dirlo! Non dire che non è vero: non è mancanza di autostima, è pura e semplice oggettività. Non ho smesso di essere una persona insicura, resto ansiosa e timorosa di fare pessima figura, ma quel che si deve dire va detto!

Sono sempre stata una persona curiosa di conoscere cose nuove. Un anno di blogging e di relazioni online mi ha insegnato a essere una persona più intraprendente. In fin dei conti, il lato buono del web esiste: non è quello che ti deride, ma è quello che ti offre la possibilità di dare il meglio di te, se la sai cogliere.

rosa digitale travel blogging

Quando penso al fatto che dovrò parlare in pubblico, spiegando come si scrive su un travel blog, che le persone saranno lì per ascoltarmi, a me non sembra possibile che sia stata io a essere tra le prime a dire “Sì, lo voglio fare! È una cosa bellissima!”

Sono stata proprio io a voler subito partecipare. Bruna, quella che quando si tratta di farsi vedere fugge a gambe levate, con l’eterna ansia da prestazione ben amalgamata con la sindrome da prima della classe. Sono stata proprio io a non fuggire, questa volta. Il 2016 di blogging mi ha portato tanti incontri e collaborazioni, di cui sono stata molto felice e da cui ho imparato molto, ma la consapevolezza di essere una fifona intraprendente è il risultato migliore del 2016. A presto,

Bruna Athena

Ps: immagino di aver perso la scommessa 😉

 

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9 commenti su “Cosa c’è da dire di un anno di blogging”

  1. Ciao Bruna beh complimenti per il ruolo di relatrice 😉 hai detto bene inzi il 2017 col botto! Io non credo che ne avrei mai il coraggio…neanche se mi pagassero un giro intorno al mondo.
    Aspetta, forse in quel caso accetterei 😛
    Non avevo mai riflettuto su quella chiave di lettura che hai dato circa il web/amici/lecca-lecca ecc e sai una cosa, neanche voglio pensarci!
    E non pensarci neanche tu Bruna!
    Buon inizio di cuore!

  2. Leccalecca e l’elogio dei propri amici…quanta verità! Sembra proprio che non ne possano fare a meno, escludendo dal gruppo(e dagli elogi ovviamente) chi non rientra nella cerchia. Si al personal branding ma senza perdere la dignità
    Comunque tanto per rimanere in tema complimenti per i risultati ottenuti e buon 2017 😉

  3. Pingback: Cosedabionda: Social Girls Rosa Digitale alla BIC Lazio Latina - Il Mondo di Athena travel blog

  4. Purtroppo questo è un mondo in cui chi è insicuro fa fatica ad emergere. Forse bisogna imparare a buttarsi pian pianino altrimenti non si arriva da nessuna parte (parlo per me che sono una fifona di prima categoria). Grazie per le tue parole!

    1. Sì, questo è vero: l’insicurezza non ci fa bene. D’altra parte, bisogna anche essere equilibrati nella considerazione che si ha di se stessi.

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