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Lettera a Oriana Fallaci

lettera a oriana fallaci

Cara Oriana,

per scriverti questa lettera mi stacco dalla connessione internet e ricomincio dalle corde della memoria e del cuore.

Tralascio i tuoi ultimi tempi, che non hanno cancellato l’Oriana che amo di più, ma dei quali non condivido idee e pensieri.

Dei tuoi scritti conosco bene Lettera a un bambino mai nato, libro di una forza struggente, che ho letto – e riletto – molto prima della mia maternità, e anche dopo.

C’è qualcosa del tuo racconto che va oltre la vita e la morte, ed è il senso di una bellezza che rimane incollata da qualche parte, indipendentemente dalla conclusione della vicenda racchiusa nel libro.

Da qui vorrei partire per parlare di te, di come ti immagino e del fatto che – in qualche modo – accompagni molto spesso le mie giornate: quindi affronterò argomenti personali, non dimenticare che questa è una lettera proprio per te.

Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.
Ugo Foscolo

Di te mi sono fatta una immagine in bianco e nero, un po’ come appari nelle tue foto più conosciute: una donna dai forti contrasti, di grande determinazione, di grandi ideali e forse – ipotizzo io – di grandi delusioni, una donna con grandi pregi e grandi difetti.

Di te ho l’immagine di una donna libera: di certo non concordo con tutte le tue scelte e con tutte le tue parole, però ti guardo e ti ammiro nella forza della tua determinazione.

A volte, osservandoti in foto, mi domando se portare avanti idee con una volontà che diventa quasi estrema sia davvero segno di libertà, oppure no: mi domando ma, soprattutto, forse, lo domando a me stessa.

Mi domando se abbia senso, anche, accogliere il corso delle cose senza però abbandonarsi alla corrente, se abbia senso evolversi insieme ad esse modificandole dall’interno, con una pazienza che non toglie nulla alla forza ma, al contrario, la accresce senza sosta.

Accanto alle mie domande che attendono risposta, e accanto al tuo essere-fare così energico, vedo spuntare il concetto di provocazione: spesso lo associo all’immagine che ho di te.

Difficilmente utilizzo lo strumento della provocazione nel mio essere-fare perché non mi corrisponde, ma non lo rifiuto, anzi: un mondo senza provocazione resta immobile. Se ci deve essere provocazione, che sia intelligente e consapevole.

Con o senza provocazione, cara Oriana, non sono e non sarò mai la creatura combattiva e indomita che sei tu.

Però, con la testa nelle nuvole e i piedi ben piantati a terra, mi ritengo tanto follemente idealista – e al contempo tanto concreta – da pormi obiettivi che sappiano valorizzare anche sottovoce il mio modo di essere, le mie passioni, le cose in cui credo e che so fare meglio.

Quindi in questa lettera voglio ringraziarti, Oriana, perché quando ho bisogno di visualizzare un esempio femminile e dirompente mi appare subito la tua immagine.

Sei una donna unica e allo stesso tempo sei una donna come tante, forte e fragile, con una vita dove convivono il bianco e il nero: è proprio questa la tua – e la nostra – bellezza.

Federica

www.nuovicontesti.com 

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5 commenti su “Lettera a Oriana Fallaci”

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