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La donna invisibile, Nicoletta Iacapraro

recensione la donna invisibile

La donna invisibile, Nicoletta Iacapraro: nel più noto caffè di Napoli, la donna invisibile incrocia decine di persone ogni giorno, leggendo sui loro volti molteplici storie.

La donna invisibile: il titolo già mi stuzzicava. Non ti dico quando ho letto che si trattava di racconti: la mia curiosità è cresciuta ancora di più. Ormai non mi lascio più intimorire dalla frammentarietà del testo e le mie recenti letture di racconti sono state molto soddisfacenti; ti anticipo che anche la lettura di La donna invisibile lo è stato. Subito ti parlo del libro, ma prima ti racconto brevemente di come l’ho ricevuto.

Piccoli editori napoletani: Homo Scrivens

Come mi sono ritrovata La donna invisibile, di Nicoletta Iacapraro, tra le mani? Grazie alla gentilezza dell’editore stesso. Con la mia amica Roberta, di cui puoi leggere la lettera alla scrittrice Marguerite Yourcenar, sono stata alla sede della casa editrice Homo Scrivens, a Napoli. Era una serata dedicata alla lettura del suo libro, Ore libere, e di opere di altri autori. Tra i libri letti, c’era anche quello di Nicoletta. In quell’occasione ho acquistato il libro di Roberta e ho avuto modo di scambiare con l’editore Aldo Putignano. Quando ha saputo del mio interesse per La donna invisibile, ha voluto donarmelo e lo ringrazio ancora. Adesso veniamo al libro!

Il libro di Nicoletta Icapraro è di quelli piccolini, che leggi in un pomeriggio rilassante o in un paio di viaggi in treno. Ogni racconto ha un denominatore comune, un “osservatore” comune: quella donna che pulisce il bagno del gran caffè napoletano, quella donna verso cui nessuno presta attenzione e che ogni giorno vede sfilare davanti a sé mille volti, abitudini, paure e nostalgie.

La donna invisibile sa cosa provi

La mia città è indirettamente protagonista delle vicende di queste persone. Appartengono a tutte le età, sono uomini e donne presi dalle loro ansie quotidiane. Nel loro essere totalmente assorbiti dai propri bisogni e pensieri, a stento prestano occhio a quella donna che li conosce intimamente. Nel più grande e noto caffè letterario e di lusso della città, c’è una persona che tutto conosce e ri-conosce. Forse è una maga? No, non lo è.

La donna invisibile è solo una donna che ha sperimentato la vita, capace di guardare oltre i finti sorrisi, la calma ostentata e l’alterigia delle persone. Mentre richiudono le zip, cambiano i tampax e lavano le mani, gli altri si rivestono di un impermeabile firmato Va tutto alla grande!, ma la donna invisibile sa individuare gli ingredienti di quella grossa insalata emozionale che l’animo umano è.

Il lettore conosce tante storie che hanno a che fare con diversi aspetti dell’esistenza umana. La donna invisibile è quasi un manuale di antropologia, tanta è la varietà umana che propone. I desideri dell’adolescenza, i timori della malattia, la solitudine, la morte e l’omosessualità: queste e tante altre sono le tematiche toccate nel libro, tutto quel che dice il volto di coloro che frequentano i bagni del caffè più famoso di Parthenope.

La donna invisibile è stato un bel viaggio antropologico, proprio come avevo intuito. Spero di aver stuzzicato la tua curiosità con questa mia recensione, a presto!

Bruna

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