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Lettera a Mary Shelley

lettera a mary shelley

Cara Mary,

che tipo che sei stata! A dirla tutta? Ho letto il tuo Frankenstein tanto tempo fa, ero una ragazzina e non è che mi piacque un granché. Magari è stata colpa anche delle tante riduzioni cinematografiche che ne sono state fatte in due secoli di storia del cinema. Credo che da Frankenstein mi aspettassi di più.

Cosa andassi cercando non lo so. Intendo dire, al momento non so proprio cosa mi frullasse nella testa a quei tempi. So solo che non ho più letto altro di te, perché non provavo interesse. E dire che invece devi essere stata una donna straordinaria, nel suo contesto. Non poteva essere altrimenti e la tua biografia lo conferma: hai avuto idee progressiste, eri una donna curiosa e intelligente. In altre parole, avevi tutte le carte in regola per piacermi terribilmente. Perché non è stato così? Beh, non è mai troppo tardi.

Ancora oggi siamo abituati a leggere autori (maschi) vicini alla sensibilità gotica e fantascientifica. In pieno Ottocento inglese costituivi un’eccezione: le tue colleghe scrivevano ben altro – per carità, nutro un amore viscerale per Jane Eyre, fà tu! Frankestein ha oscurato le altre tue opere, che sono molto meno conosciute. L’ultimo uomo è un romanzo fantascientifico, quasi distopico: con mio sommo stupore ho scoperto che hai elaborato l’idea per questa opera quando sei stata a Napoli.

E già, anche tu come tanti altri hai intrapreso un lungo viaggio in Italia e sei stata nella mia città. Trovo curioso che questa idea letteraria, per i tuoi tempi rivoluzionaria e a maggior ragione per una donna, ti sia venuta in mente proprio a Napoli: la città ti dava l’impressione che una catastrofe imminente fosse alle porte!?

Le atmosfere gotiche mi affascinano, meno quelle fantascientifiche, ma dipende molto dalla penna che le descrive. Ora sono curiosa di leggere L’ultimo uomo, perché mi chiedo come fosse nel vostro immaginario di uomini ottocenteschi la fine del mondo. O forse dovrei dire che sono curiosa di sapere come la immaginassi tu, che certamente dovevi essere molto più avanti di tanti altri…

Però non amo solo leggere: la mia vita sarebbe vuota senza viaggiare. Sai cosa mi attira più di tutto della tua opera letteraria? A zonzo per la Germania e per l’Italia. Ti metterò a confronto con Goethe, così vediamo chi mi piacerà di più e sarà in grado di incantarmi con i suoi racconti di viaggio.

Mi s

 

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2 commenti su “Lettera a Mary Shelley”

  1. Bel post! Mi piace questa punta ironica e la stesura a lettera diretta sll’autore del libro.
    Anche io mi sono fermata a ‘Frankenstein’ senza andare oltre, quindi attendo ora il confronto Shelley-Goethe. Chissà che non mi decida a leggere altro della Shelley ☺

    1. Grazie Elisa! Le lettere agli autori sono un modo per scrivere del nostro rapporto con le loro opere in modo diverso. E può partecipare chi vuole 🙂

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