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Paestum, Cilento: storia, sapori e spiritualità

cosa vedere a paestum

Cosa vedere in Cilento: breve percorso storico, gastronomico e spirituale a Paestum.

Una pausa in Cilento ci vuole. Hai bisogno dell’aria fresca delle pinete e del cibo buono, quello genuino. Non senti questa esigenza? Beato te! A me piace la vita in città, ma questo genere di parentesi sono un’ancora di salvezza: pause per gli occhi, che si staccano dal pc e dai dispositivi elettronici per posarsi sulla distesa verde della pineta e blu del mare; pause di lentezza, durante le quali cibarsi non è solo necessità fisiologica, ma diventa un rito da consumare piano, dilatando i tempi. Tutto questo in Cilento puoi farlo, tra luoghi ricchi di storia e carichi di spiritualità. Oggi ti porto con me e ti presento una famosa località cilentana: Paestum. Mi scuso per le foto, ma purtroppo l’ultima via visita è stata un pochino sfigata e quando siamo andate in giro ho dimenticato la fotocamera a casa: dovrai accontentarti delle foto del tablet, di qualità non proprio eccelsa.

Cosa vedere a Paestum: i templi e l’area archeologica

Oggi ti parlo brevemente di Paestum, località del Cilento in cui sono stata in diverse occasioni, grazie a un’amica che mi ospita a casa sua. Paestum si trova un po’ dopo Battipaglia ed Eboli: sì, dove fanno la “zizzona”; sì, dove s’è fermato Cristo. Frazione del comune di Capaccio, Paestum dista circa 30 km da Salerno, quasi 100 km da Napoli. E’ nel bel pieno della Piana del Sele, al principio del bellissimo Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Paestum è raggiungibile in 1 ora di treno regionale da Napoli e appena uscito fuori dalla stazione trovi l’accesso alla suggestiva area archeologica. Tuttavia, se il tuo scopo è quello di girare la zona il più possibile, ti consiglio di venirci in auto, anche perché solo così potrai concederti dignitose pause gastronomiche – quelle di cui ti parlo più avanti.

cosa vedere a paestum i templi

Paestum è stata fondata dai Greci, dunque è stata una colonia della Magna Grecia. Il suo primo nome fu Poseidonia, poi fu conquistata dai Lucani e in seguito dai Romani, che le attribuirono il suo attuale nome. La strada che circonda la zona archeologia è sempre frequentata dai visitatori e dai villeggianti. Il centro abitato che si estende lungo la costa non presenta particolari attrattive, tranne il mare: non è splendido come quello di Palinuro e Marina di Camerota – di cui ti parlerò tra qualche tempo – e ti consiglio di fare un tuffo verso giugno e settembre, quando le grandi spiagge sono meno affollate, l’acqua è più pulita e non c’è folla.

I templi di Paestum sono la sua vera attrattiva turistica della località. Sono il tempio di Cerere e il tempio di Nettuno e la Basilica, che di sera offrono uno spettacolo molto suggestivo. Ho un debole per i templi romani e greci, la loro visione mi ispira immagini romantiche e bucoliche. Mi piacciono di giorno e di sera, ma al buio è meglio, perché il cielo è stellato e a me pare davvero di tornare indietro nel tempo. Come ti ho detto, dalla stazione ferroviaria si accede subito all’area archeologica visitabile e al Museo Archeologico, che io non ho mai visitato ma so che vale la pena vedere.

bru in pineta
Saluti dalla pineta!

Cosa mangiare in Cilento

Come ti ho detto, Paestum è una frazione del comune di Capaccio, il cui centro vero e proprio si trova sul Monte Soprano, a circa 400 m s.l.m. Si tratta di un piccolo paese, nelle cui strade principali si trovano le antiche ville della nobiltà cilentana. Qui c’è una pizzeria, dove si mangia discretamente bene: la pizza del Cilento non è quella napoletana, ma da Manneken Pis si mangia una pizza buona, decisamente accettabile: morbida, fatta di ottimi ingredienti, digeribile. Le specialità di Manneken Pis sono la pizza alla curcuma e la pizza ai fiori di zucca – se sei sicuro di volere quella con i fiori di zucca, devi chiamare prima e ordinarla in anticipo.

Paestum e la mozzarella di bufala

Ma bando alla ciance, perché il meglio della gastronomia del Cilento è la mozzarella di bufala. Credi che sia proprio necessario convincerti di quanto sia morbida, succulenta, con quel suo essere sapida quanto basta a mandarti in estasi le papille gustative senza disturbarti? Devo convincerti di quanto sia piacevole tornando dal mare, stenderti sul prato per godere del tuo fresco yogurt con pezzettoni di frutta?

Se è difficile convincertene, forse il Cilento non fa per te. Se hai sentito quella gocciolina di latte impertinente colare da un angolo della tua bocca, sai bene che l’unico modo per resistere ad una tentazione è cederle!

caseificio paestum il granato

Prendi l’auto, vai verso Paestum e fai una tappa OBBLIGATORIA da Vannulo o da Il Granato. Questi non sono semplici caseifici: dispensano beatitudine e bontà! Sono vere e proprio tenute, caseifici e yogurterie, oasi di verde in cui si fanno anche visite guidate. Se vuoi comprare qualcosa ti consiglio di recartici di mattina: a volte sono passata di rientro da Palinuro, nel pomeriggio, e non ho trovato molto e con mio profondo dispiacere.

Cilento, dove si beano i sensi ma anche l’anima

Cilento: i sensi ne godono, ma anche l’animo trova la sua pace. Sulla strada verso Capaccio, salendo verso il Monte Calpazio, trovi due luoghi spirituali. Il primo che incontri è il Santuario del Getsemani. Si tratta di un centro spirituale, adatto per chi desidera ritirarsi in luoghi di meditazione. Non ti sto consigliando di rinchiuderti in convento, ovvio. Se vuoi fare della tua tappa in Cilento l’occasione per ritrovare la pace con te stesso, al di là delle tue disposizioni spirituali, te lo consiglio. Nell’area verde che circonda il complesso centrale, si estende un bellissimo uliveto e, non so tu, a me gli alberi di ulivo piacciono da morire!

santuario del getsemani di capaccio

Mi trasmettono un gran senso di serenità. Ecco, ritaglia anche un quarto d’ora della tua giornata per pensare e per vivere anche solo un breve momento di serenità. Vai anche a vedere la statua del Cristo, nella sala inferiore, nell’edificio centrale: non è che ti colpisce per la bellezza, ti colpisce per il grande senso di quiete che trasmette a chi la guarda. Per una volta in un santuario ho respirato aria di pace e non quell’aria stantia di sacrifici ed ex voto. 

santuario della madonna del granato capaccio

Uscendo dal Getsemani e riprendendo la salita verso Capaccio, incontri il Santuario della Madonna del Granato (del melograno). Il complesso risale, se non erro, al X/XI secolo. Al di fuori e all’interno è molto semplice, ma il soffitto e una piccola cappella – non sono sicura che il nome tecnico sia questo – tradiscono l’origine medievale della chiesa. Oltre al fatto che il complesso è di valore storico, ti consiglio di fare questa tappa perché nelle giornate in cui il cielo è terso il panorama da lassù è fantastico. Ti affacci sulla piana, il cui verde arriva fino al mare, nel quale il sole si lancia rosa e infuocato qualche attimo prima del tramonto.

Presto tornerò a parlarti del Cilento, di alcune delle località più note di questa grande area della Campania. Spero che questa breve tappa a Capaccio Paestum ti abbia incuriosito e non vedo l’ora di parlarti di nuovo della mia bellissima terra! A presto,

Bruna

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12 commenti su “Paestum, Cilento: storia, sapori e spiritualità”

  1. Ottima descrizione di uno dei luoghi più belli del Cilento. Io ci aggiungerei anche Agropoli,con il treno ci arrivi in 5 minuti,per godersi un’altra perla italiana.

  2. Vannulo è sempre pieno di pullman! Nella piccola yogurteria quasi non ci puoi entrare per tutto il periodo estivo. Addirittura le mozzarelle le devi ordinare 1 settimana prima perchè vanno via subito.
    Ma tutto questo vale assolutamente la pena 😛
    La foto in notturna del tempio è bellissima!
    Ma quella è la pineta a ridosso del Villaggio Cinzia?

    1. Mmm no non c’è un villaggio, c’è un hotel ma ora mi sfugge il nome!Ad ogni modo, da Vannulo non riesco quasi mai ad andarci, purtroppo. L’ultima volta ci sono riuscita due/tre anni fa 🙁

  3. Pingback: bla bla blogger 25 luglio 2016 - Social-Evolution di Paola Chiesa

  4. Pingback: Diario di viaggio in Cilento: mare, antichi borghi e baite - Il Mondo di Athena

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