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Lettera alla scrittrice Nadine Gordimer

nadine gordimer premio nobel

Ciao Nadine,

come stai? Sai che in questo mondo in cui non abiti più il colore della pelle è ancora un problema, per qualcuno. Qualcuno che è ancora molte, molte persone. Ho letto il tuo romanzo Un mondo di stranieri: mi è piaciuto, anche se non posso dire che mi abbia proprio rapito.

Sei stata una voce importante del Sudafrica e delle sue problematiche. Lo ammetto, non sono particolarmente sensibile al tema del razzismo: non è che non mi importi in sé per sé. Come chissà quante altre volte l’ho detto, ognuno ha delle corde che suonano se pizzicate. Ormai sono consapevole che le mie riguardano le storie di sentimenti, di passione, di crescita personale. Sono soggettivista, c’è poco da fare.

Ad ogni modo, ti ho apprezzato tanto. Ecco, mi ha colpito il tuo stile asciutto, senza fronzoli, diretto. E forse a chi mi legge mi sembrerà strano, ma ho trovato la tua scrittura “mascolina”. Non so come spiegarlo senza urtare la suscettibilità di chissà chi, ma leggendoti ho avuto l’impressione di trovarmi davanti un uomo. Forse perché il protagonista della storia è un uomo? Può essere! Credo che questo dimostri la tua bravura. Per carità, ormai sappiamo che anche questa è una bella e buona fesseria: la scrittura è piuttosto asessuata. Nonostante questo, a me sembra di trovare delle differenze tra un autore ed un’autrice. Tu, invece, mi sei sembrata uomo e forse è merito, come già ti ho confessato, della tua indiscutibile bravura.

Riprenderò in mano un tuo libro, non ne dubito. Il fatto che tu abbia raccontato a tuo modo del Sudafrica e dei suoi problemi di razzismo fa comunque di te, ai miei occhi, una scrittrice interessante, da approfondire e da non sottovalutare. Sono sicura che il tuo premio Nobel sia stato più che meritato – ammesso che io abbia le doti per poter dire se qualcuno l’abbia meritato davvero o meno! Ah, Luglio sarà il prossimo tuo libro che leggerò! Non so quando, ma lo leggerò. Ti saluto con profonda ammirazione,

Bruna

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