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Ruggine, Anna Luisa Pignatelli – Fazi Editore

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Pubblicato da Fazi Editore, Ruggine è il romanzo di Anna Luisa Pignatelli che racconta della solitudine di Gina e del suo tentativo estremo di reagire all’indifferenza, al pregiudizio e alla malignità delle persone.

Ci sono storie che, in fin dei conti, abbiamo sentito tante volte. Storie di solitudine, di abbandono. Sentiamo giungerci all’orecchio chiacchiere sui matti del paese o della strada. Quante volte ci siamo chiesti cosa si nasconde dietro la solitudine delle persone, i loro modi di fare inusuali? E quante volte siamo riusciti a non ergerci a giudici di fatti di cui non siamo mai nemmeno stati i diretti testimoni? Ruggine è un romanzo che inevitabilmente ti porta a conoscere una storia di profonda solitudine ed alienazione. Ti racconta di Gina e della sua vita costellata di routine, di sacrificio, di delusione.  Del suo istinto di sopravvivenza fortissimo, che non l’abbandona mai.

La trama di Ruggine

Ruggine è il soprannome di Gina, solitaria vecchietta che ormai non ha molto più da fare nella vita. Vedova e con un figlio internato, la donna trascorre il suo tempo in compagnia del suo gatto Ferro, dei suoi bicchierini di vino e delle su faccende da sbrigare in parrocchia, quella dedicata ad un Dio in cui non ha mai creduto. La vita di Gina è trascorsa nella più che totale piattezza: ha sposato un di quei uomini tutti d’un pezzo, di quelli che si preoccupano solo di farle mettere un piatto a tavolo e un tetto sulla testa. Gina lo ha amato, ma sa anche di avergli permesso di spegnere in lei ogni desiderio di liberarsi dell’atmosfera di rigore e sacrificio che impregna la loro convivenza. Un matrimonio che va avanti fino alla morte del Neri, che lascia Gina nelle mani di un figlio perverso. Un figlio che cresce, nonostante ogni sforzo, malato e lascivo: un figlio voluto, ma ovviamente che Gina non ha scelto di avere così. Ferro l’ha scelta, invece, in totale libertà.

Ruggine: solitudine e desiderio di vivere ancora

Gina si sente ingabbiata in un paese di matti. Matti che trascorrono il loro migliore tempo a fare dispetti, a pettegolare, inventare strane idee sul suo conto. Gina è la reietta, la vecchietta che il padrone di casa vuole cacciare via, la madre che non è stata in grado di crescere suo figlio. Se il mal di schiena la stronca, d’altra parte nessun acciacco riesce ad impedire alla donna di resistere fino alla fine, di tentare fino allo stremo delle forze di respirare libertà e vivere audacemente come gli zingari. Tutto sembra cospirare contro Gina. La prendi in simpatia, ma ad un certo punto sale anche a te il dubbio: non è che Gina abbia davvero perso qualche rotella? Possibile che le persone siano davvero così tanto cattive con lei?

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Credits Fazi Editore

No, Gina non ha perso le rotelle. Sì, le persone possono essere tanto cattive: traditrici, perverse, cospiratrici. In parte sperassi che Gina fosse davvero un po’ matta di suo, forse perché speravo che le persone attorno a lei fossero più umane di così. Speranza miseramente delusa. Ruggine ti fa salire l’amaro in bocca, ti fa rabbia e ti disgusta. Nonostante questo, ti racconta che è possibile sentire di avere un piede nella fossa e sentire anche di avere il forte desiderio di cambiare vita, di fare quello che non si è riusciti a fare prima. Non è detto che le cose funzionino, anzi. Però Gina ci ha provato, noi possiamo provarci a resistere fino all’ultimo. Possiamo ancora percepire nell’aria il profumo di libertà, anche quando tutto è contro di noi.

A questo punto, è ovvio che ti consigli di leggerlo! 😉

A presto!

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