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Recensione del film Suffragette

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Suffragette: Maryl Streep, Carey Mulligan ed Helena Boham Carter vestono i panni delle donne che hanno lottato per il diritto al voto e per la dignità delle donne.

Il film Suffragette era assolutamente da vedere, perché mi interessava verificare come il cinema aveva voluto raccontare questo pezzo di storia.

Mentre tante donne riducono l’emancipazione alla frequentazione di locali dalla dubbia eleganza, ci sono state donne che hanno perso reputazione, casa, famiglia e perfino la vita per ottenere quelli che oggi, per noi donne occidentali, sono dei diritti naturali: il diritto al voto, ad avere l’eredità, a decidere dell’avvenire dei proprio figli.

La trama del film Suffragette

Il film Suffragette racconta alcuni episodi della lotta delle donne che, ai primi del Novecento, hanno iniziato a far sentire la propria forte voce, per ottenere diritti, in fin dei conti, di base. Le vicende sono narrate a partire dalla personale storia di Maud Watts (Carey Mulligan), giovane donna che si trova quasi per caso all’interno del movimento femminista. Il movimento delle suffragette ha dietro di sé una mente vivace e strategica: quella di Emmeline Punkhurst (Maryl Streep).

Maud è l’esempio vivente di una realtà femminile – ed infantile – scandalosa: lavora come lavandaia da quando ha sette anni; per lungo tempo tollera gli abusi del suo datore di lavoro e, quando le azioni delle suffragette si fanno più audaci, perde tutto quello che ha.

Per una donna, a quel tempo, non c’era alcuna legge a favore, che la tutelasse dai soprusi dei datori di lavoro, che le garantisse una vita dignitosa senza avere un marito, che le assicurasse di avere diritti sui figli. Di fronte alla perdita di ogni cosa che possiede, Maud non vede altra scelta che dedicarsi totalmente alla causa delle suffragette.

Il mio personale giudizio sul film Suffragette

Premesso che normalmente non mi piace dare un voto numerico, per aiutarti a comprendere meglio cosa penso del film Suffragette, posso dire che per me il voto che merita è 7-. Mi è piaciuta l’ambientazione, ricreata molto bene; sulle interpretazioni non c’è nulla da ridire, e figuriamoci: il cast è di tutto rispetto. Ho apprezzato che siano state raccontate alcune azioni di particolare risonanza, realizzate dal movimento femminista – ad esempio, lo sciopero della fame -, a partire dall’esperienza di una singola persona (Maud Watts): la scelta degli episodi ha fatto in modo che venissero ben inquadrate le problematiche. Personalmente, sono stata molto colpita dal racconto della totale mancanza di autorità delle madri sui figli. Non è che abbia appreso di questo solo ora, chiaro; fa un effetto diverso, però, vedere in che modo questo diritto mancato ha fatto sentire la sua presenza nelle esistenze, particolari, di donne realmente esistite.

Leggere che solo nel 1925 la Gran Bretagna ha per legge ammesso l’esistenza dei diritti delle madri sui propri figli è stato come ricevere uno schiaffo, quando la mia mente ha effettivamente realizzato il senso di questa notizia.

Novant’anni fa ci hanno riconosciuto il più naturale dei diritti – perché il diritto al voto non è naturale, bensì deriva da una forma di organizzazione sociale che l’essere umano s’è dato e viene molto dopo la maternità. Al di là di ciò, sono stati i dialoghi a non sembrarmi all’altezza del cast e della narrazione: si poteva far di meglio.

Suffragette è un bel film e abbastanza istruttivo, ma non è eccezionale. Alla prossima!

 

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