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Lettrice sarcastica, il ritorno: lettori bacchettoni VS lettori lussuriosi

Questa è una giornata triste, grigia e piovosa. Ho il raffreddore e il mal di gola, ma, nonostante questo, gli impegni non spariscono mica. No no! Tuttavia, questa sarebbe la giornata ideale per mandare al diavolo tutte le attività che non ti piace fare!

Ho deciso di stravolgerla – la giornata triste – , voglio renderla leggermente frizzante. Voglio di nuovo sferzare i #lettoribacchettoni. Poiché sono anche in vena di strafare, poiché è vero che io non sono una lettrice bacchettona, voglio masochisticamente prendere in giro anche me stessa. Thomas Mann – pare – lo diceva: l’autoironia è erotismo.

lettori

Per cui tu, che “io un libro devo finirlo per forza”, lo sai che Giovanna D’Arco l’hanno fatta al barbecue e che la carne alla brace pare non faccia nemmeno tanto bene? Avanti, lo dice anche Daniel Pennac che non devi per forza leggere tutto!Un libro che troviamo brutto, che ci dà l’impressione che stiamo sprecando il nostro tempo con una lettura che non ci merita, va ABBANDONATO! Cos’è tutto questo rigore, questo “fino all’ultima pagina”? Si vince un premio? Beh, se pure esistesse, io ho perso la sfida già da un po’. Non mi pare; onestamente, penso che nessuno si offenda se lasci il libro brutto. No, ti prego! Non te ne venire con la storia “io quando comincio una cosa devo portarla a termine”: facciamo valere il principio in altre occasioni della vita.

libri da leggere

Non riesci a pensare ai tanti bei libri ce ti aspettano, ti chiamano dallo scaffale della libreria? Ecco, io sono un’amante delle pizze e dei rustici e quando inizio a prendere coscienza che il libro che sto leggendo è pessimo, vedo pizze di scarole e ripieni con salame che mi chiamano…e tu che fai? Ti metti a dieta!? Che bacchettone! Passa dalle monache in convento, forse un cilicio lo hanno conservato apposta per te! Senti a me, bacchettò, la vita è troppo breve per leggere libri brutti!Tra una pizza e una fetta di tiramisù, sempre meglio un bel libro oggi: di domani non c’è certezza. E visto che l’accostamento col caffè è piaciuto assai, lo ripropongo: tu lettore bacchettone n°4, che battezzo “Il martire”, sei come quello che ama il caffè fatto per bene, ma se ti invitano a berne uno dove sai che è una ciofeca, non è che dici di no. Sì, giustamente per una volta ci stai – è educazione – ma se la cosa capita spesso…suggerisci tu, dove andarne a prendere uno buono, no? Ecco, la faccia del martire è la faccia di quello che dice “io ce l’ho duro”: spalle aperte, muso all’infuori; sei più determinato di Rocky, con la differenza che non ci sarà nessuna Adriana ad accoglierti tra le braccia alla fine dell’impresa. Vuoi solo poter poi dire: io ho resistito! Grazie, potevi evitare pure.

rocky

Bruna, ma quindi vuoi dirci che…il tuo scaffale se ne cade di libri ancora non letti? Mea culpa, fratelli! Lo ammetto: per me i libri sono sempre come delle squisite pizze e quando li vedo lì non riesco a resistere. Inutile che il Grillo Parlante mi venga a dire che ne ho tanti, ancora lì in attesa di esser letti: per me non si finisce mai di acquistarli! Sì, io appartengo alla categoria di quei lettori che ricordano i personaggi di Chuck Palahniuk. Siamo ingordi, non ne abbiamo mai abbastanza; siamo i lussuriosi della carta – e del digitale. Chiunque passeggi con noi deve sottoporsi a lunghe ed estenuanti visite a tutte le librerie che si incontrano lungo la via: roba da “avvocato divorzista”. Avvocato che a maggior ragione i tuoi compagni di vita – fidanzanti, moglie/mariti, amici, familiari – sono tentati di chiamare, quando si accorgono che…dovrete andarvene di casa. Dovrete uscirvene, perché i libri l’occuperanno con la stessa arroganza, ma più serietà – e non ci vuole molto – dei collettivi delle Facoltà di Lettere.

libreria

 

Siamo malati. Siamo così malati che andiamo in orgasmo quando troviamo sui libri il tanto atteso bollino che segna il 25% di sconto. Un bollino che amiamo e…odiamo. Almeno io, lo odio! Lo trovo brutto, antiestetico, irritante con quello sfondo giallo, con quel simbolo di percentuale così materiale. Lo butto via, con sdegno. Prima ce me lo prendo, il libro col bollino, però mi fa schifo. Prima chiacchiero di e-book, ma non appena il libro è mio dovo segnarlo, marcare il territorio di carta: Bruna P. Questo libro è MIO e ne faccio quello che voglio: se è bello me lo leggo, se fa pena lo abbandono. Simple simple! Ciaooo!

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