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Connessi anche in spiaggia: nessuno ci obbliga ad essere perfetti

Parliamone, una volta per tutta – o quasi – di questo stramaledetto rapporto con i social networks. Questo post è un’esigenza, mia naturalmente: non posso pretendere che tutti pensino come me, né che abbiano voglia di parlarne. Lo stimolo m’è venuto leggendo questo post di Carlos Bellini sul nostro modo di vivere i social networks quando si è un vacanza.

in spiaggi con lo smartphone

Ora, non voglio perdermi in chiacchiere pseudo-filosofiche e sociologiche. Sono perfettamente in grado di farlo, data la mia formazione, ma proprio non mi va di ripetere e ripetermi: che noia. Insomma, lo sappiamo che le persone cercano attenzione, si sentono più forti perché si nascondono dietro ad uno schermo, l’unione fa la forza e non ci sono più le quattro stagioni, se non in pizzeria. Il fatto è che il mio pensiero prende spunto dai concetti di base della teoria della complessità, senza dubbio, ma resta prettamente una forma di pensiero in stile epicureo: vivere di piaceri è ok, ma non bisogna diventar dipendenti – riducendo all’osso e semplificando un bel po’.

Ho ormai rimosso tutto, se non questo: nella stragrande maggioranza dei casi facciamo esclusivamente ciò che ci piace – capisci perché Facebook spacca? – e quando non ci piace lo facciamo grazie ad una motivazione forte, che ci piace tanto.

principio piacere

 

Detto in tre parole, è il principio ci piacere che muove l’universo. Piacere, ovviamente, non sempre fisico ma anche della mente, dell’animo.

Vien da sé: vuoi star lì a far freddare la pizza perché devi prima fotografarla e pubblicare su Instagram? Ti piace far così. Qualcuno ti obbliga? No.

Nooooo non tirare in ballo la questione sociale e quel mostro chiamato “Società” che influenzerebbe la tua psiche e pretenderebbe da te di usare Twitter in spiaggia, pena l’esclusione dalla Casa del Grande Fratello. No, no e poi ancora no! Sei tu che decidi: se non vuoi guardare la tv, non l’accendi e non la guardi. Ergo – e bada che Aristotele si porta ormai da millenni ed è intramontabile come i diamanti e il cotone nelle scatole di biscotti danesi – se guardi la tv, se passi il tuo tempo su Facebook, Instagram e via dicendo, anche in spiaggia, NON E’ CHE QUALCUNO TI STA MINACCIANDO, MA FONDAMENTALMENTE LO DESIDERI E LO FAI.

Per cui, non è che sei tenuto ad esser perfetto anche con la crema solare spalmata male sugli zigomi, è che ti piace fare il fighetto al mare, che si diverte da pazzi e sta per vincere il torneo di windsurf – che poi non è affatto vero. Sii onesto con te stesso: ti apprezzerai di più e riuscirai anche a tollerare meglio le diversità di chi ti circonda, credimi!

Con questo, chiudo momentaneamente con l’argomento. Scusa, ma ho voglia di farmi un selfie! Ciaooo!

Bruna Athena

 

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0 commenti su “Connessi anche in spiaggia: nessuno ci obbliga ad essere perfetti”

  1. Finalmente qualcuno che dice le cose come stanno e che non spare le solite str****te !!

    Concordo con quello che hai detto… se voglio fare una foto alla pizza che sto per mangiare lo faccio perché VOGLIO IO, se voglio fare una foto ad ogni spiaggia che visito lo faccio perché VOGLIO IO…. e se mi voglio fare una selfie non è perché ho qualche disturbo mentale, ma semplicemente lo faccio perché VOGLIO IO !!

    Condivido subito questo post e lo sai perché lo faccio? Perché VOGLIO IO !! ;D

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