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Il diario di Eva, Mark Twain

Arriva la recensione de Il diario di Eva, piccolo libro di Mark Twain – Samuel Langhorne Clemens. Non avevo la benché minima idea di questo frutto del lavoro di Mark Twain, di cui evidentemente ignoro proprio tanto: questo è quanto succede se ci si sofferma troppo su Tom Sawyer ed Huckleberry Finn.

il diario di eva recensione

Ho scoperto Il diario di Eva grazie ad Instagram, alla faccia di chi pensa che questo social network non serva a niente – non serve a niente se usi hashtag arbitrariamente, sappilo. Attirata fortemente dall’idea di leggere la storia biblica dalla prospettiva femminile, non appena ho scoperto dell’esistenza di questo libricino mi sono fiondata ad acquistarlo.

Spero che questa recensione de Il diario di Eva non infastidisca troppo i maschietti. Inizio comunque col dire che questo libro di Mark Twain mi ha affascinata moltissimo e, a dirla tutta, anche molto inorgoglita.

Il racconto di Eva è il racconto della scoperta dell’Eden, del mondo, la scoperta dei sentimenti. La conoscenza che Eva fa del mondo avviene per via empirica e, con le dovute limitazioni, scientificamente. La Prima Donna mostra una curiosità sconfinata e un entusiasmo senza limiti per tutto quello che la circonda e non vi è nulla che non le piaccia: è in verità lei a dare il nome a tutte le cose.

adamo ed eva

 

Ama la scoperta e ama tutto quello che scopre. Apprende, a suo modo, il movimento degli astri, scopre il fuoco e in questo impeto scopre l’amore. Oggettivamente, non può che essere Eva quella creatura che pecca di superbia ma senza malizia, totalmente rapita com’è dalla voglia di conoscere. Il cosiddetto peccato originale è di fatto un peccato di superbia: all’Uomo viene proibito il frutto della conoscenza. Eva, nel racconto di Mark Twain, è così incuriosita dalle mele che non può non coglierle. Tuttavia, ella non raccoglie il frutto proibito per far dispetto a Dio: il peccato di superbia vero e proprio è tale se c’è nell’animo l’intenzione di sostituirsi a Lui. Questo sentire non appartiene ad Eva, che vuole conoscere il Creato per il puro piacere di ammirarlo, goderne e ringraziare il Creatore per averlo generato.

Poste così le cose, la cacciata dall’Eden sembra davvero ingiusta. Non è tutto, però: Eva vuole cogliere le mele proibite per Adamo. Arriviamo così al punto in cui Eva inizia esplicitamente a manifestare il proprio amore per il Primo Uomo.

Adamo è essenzialmente diverso da Eva. Non vuole conoscere, non vuole ammirare e, con i suoi modi un po’ rudi e nel silenzio, è impegnato principalmente a lavorare: curare il proprio spazio, costruire la casa, coltivare l’orto. Ai suoi occhi Eva è una bella creatura, molto ingenua e di cui non comprende la curiosità: gli sembra quasi infantile.

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Adamo mette in guardia Eva, ma lei non ha dubbio alcuno: perché preoccuparsi tanto per le mele proibite, se il suo scopo è farne godere anche ad Adamo? Quello che Eva fa per questa creatura, che ai suoi occhi è oggettivamente limitata, non può che essere un atto gratuito le cui conseguenze sono in occhi caso accettate, con naturalezza.

Da Eva viene l’amore: sente per prima il desiderio di compiacere l’altro, di coinvolgerlo nel sue cose, di essere coinvolta in quelle di Adamo, è la prima ad agire solo per lui e senza un doppio fine. Non è il suo un sentimento che può spiegare, scientificamente, come tenta di fare con tutti gli altri fenomeni naturali: è consapevole che non esistono statistiche, che è così e basta. Nonostante appartengano ad Eva il pensiero scientifico e l’intento filosofico, è lei stessa ad accettare quel che nel mondo c’è e “non ha ragione”.

Adamo sembra effettivamente poco intelligente. Non lo è e non lo dico esclusivamente perché è più corretto dirlo, dopo essermi gongolata ripensando a quanto è bella e superiore Eva, fuori e dentro. Sì, Eva mi sembra davvero un essere superiore, mentre Adamo per quanto intelligente è piuttosto limitato dal sul pensiero strettamente pragmatico, dalla mancanza totale di spirito di contemplazione.

Adamo è praticità; Eva è scienza, conoscenza e amore: Eva è filosofia, vero e proprio amore per il sapere. Eva è la creatura complessa per eccellenza perché coniuga l’amore per le cose – scientifico – e l’amore per l’uomo – senza ragione: si muove in una dimensione superiore e, in complessità, ha seminato Adamo.

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Tuttavia, povero Adamo: a lui tocca l’infelice compito di seppellire la sua compagna – Dio me ne scampi! Se è stato vero per Eva che perdere l’Eden è stato nulla e l’aver trovato Adamo è stato tutto, così Adamo è certo che l’Eden è stato solo e sempre il luogo in cui Eva era con lui.

Questa recensione non poteva concludersi senza qualche riflessione a sfondo vagamente teologico. Eva commette il peccato perché presa dalla sua fame di conoscenza; per quanto scientifica nel suo modo di approcciare il mondo, Eva non trascura i sentimenti e sa di amare profondamente Adamo per nessun particolare motivo, di certo non per le sue qualità: non per la sua bellezza, né per la sua intelligenza, né per le sue abilità. Non voglio fare riferimento a come, nella storia e ancora oggi, il mondo fallocentrico abbia approfittato dei miti e dei racconti per giustificare la superiorità maschile: mi sembra di parlare al vento, onestamente. Vorrei però far notare una cosa, che forse sfugge anche a chi conosce i passi biblici della Genesi, il libro in cui è scritto di Adamo ed Eva. Nel momento in cui Dio caccia dall’Eden i due esseri umani, Egli dice ad Eva: «Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà». Ad Adamo invece: «Poiché hai ascoltato la voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare, maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti i giorni della tua vita. Spine e cardi produrrà per te e mangerai l’erba campestre.
Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto:polvere tu sei e in polvere tornerai!».

Sai cosa ci capisco io in quel “Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà”? Ecco cosa ci vedo: il nostro Adamo sarà sempre per noi attraente, a dispetto di tutte le sue buone o pessime qualità. Il suo “dominare” dipende esclusivamente dal fatto che l’amore, è inutile dirlo, “ti mette i prosciutti davanti agli occhi”.

eva prima donna

 

Inevitabilmente, amerai senza ragione quell’uomo, di cui subirai il fascino, per il quale sarai cacciata dall’Eden infinite volte, nonostante il dolore della caduta sempre lo farai e sempre a lui ti concederai in tutto. E per l’uomo? Beh, il maschio è concentrato sul pratico, lavora e continuerà a lavorare con fatica.

Concludo, questa volta davvero, considerando questo: il mito greco ha passato alla letteratura l’idea che la gioia della scoperta appartenga ad un uomo, Ulisse – il mio amore Ulisse; la storia ci insegna che intelligenza e sapienza sono appartenute ai maschi, perché noi femmine eravamo considerate troppo incapaci, inferiori. Per fortuna, a dispetto dei buzzurri che ancora distinguono tra attitudini e capacità, si può ben dire che il piacere della scoperta e l’amore appartengono a tutti i generi.

In fin dei conti, un vero “Adamo” non lascia che tu abbandoni l’Eden da sola, in ogni caso.

Il diario di Eva è un vero e proprio trattato! Alla prossima,

Bruna Athena

Ps: Eva è mancina!

4 commenti su “Il diario di Eva, Mark Twain”

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